Frederick Douglass, vero nome Frederick Augustus Washington Bailey (Talbot County, 14 febbraio 1818 – Washington D.C., 20 febbraio 1895), è stato un politico, scrittore, editore, oratore, riformatore, abolizionista e sostenitore del diritto di voto per le donne statunitense.
Soprannominato Il saggio di Anacostia o Il Leone di Anacostia, Douglass è una delle figure più importanti della storia afroamericana e dell’intera storia degli Stati Uniti. Nel 1872 Douglass fu il primo afroamericano ad essere candidato vicepresidente degli Stati Uniti per il Partito per l’eguaglianza dei diritti, in coppia con Victoria Woodhull, la prima donna ad essere candidata per la presidenza.
Fu un fermo sostenitore dell’eguaglianza di tutti gli uomini, neri, donne, nativi americani o immigrati di recente arrivo. Gli piaceva molto dire: “Mi associerei con chiunque per fare la cosa giusta e con nessuno per fare quella sbagliata”.
***La vita da schiavo Nacque in schiavitù a Talbot County, Maryland, nei pressi di Hillsboro[1].
Quando era ancora molto piccolo venne separato dalla madre, Harriet Bailey,
andò quindi a vivere con la nonna materna Betty Bailey.
la madre, Harriet Bailey, poi morì quando Douglass aveva circa sette anni
All’età di sei anni Douglass fu tolto anche alla nonna e trasferito alla piantagione Wye House
Fu nuovamente trasferito,a Baltimora al servizio di Hugh Auld.
Quando aveva circa dodici anni, la moglie di Hugh Auld, Sophia, iniziò a insegnargli l’alfabeto, infrangendo così la legge che vietava di insegnare a leggere agli schiavi. Quando il marito di Sophia se ne accorse disapprovò energicamente l’iniziativa della moglie, sostenendo che uno schiavo che avesse imparato a leggere sarebbe diventato uno schiavo insoddisfatto della sua condizione e avrebbe desiderato la libertà. In seguito Douglass parlò di questa affermazione definendola come il primo discorso anti-abolizionista che avesse mai sentito in vita sua. Come spiegò nella sua autobiografia
Narrative of the Life of Frederick Douglass, an American Slave (1845), Douglass riuscì ad imparare a leggere dai ragazzini bianchi del vicinato e guardando quello che scrivevano le persone con cui lavorava.
Non appena ebbe imparato a leggere, il giovane Douglass lesse quotidiani, materiale politico e libri di ogni tipo che cambiarono il suo modo di pensare, spingendolo a mettere dapprima in discussione e poi a condannare apertamente l’istituto della schiavitù. In età avanzata Douglass indicherà The Columbian Orator, che aveva scoperto a dodici anni, come il testo che l’aveva illuminato e aveva definito il suo punto di vista sulla libertà e sui diritti umani.
Quando venne ceduto ad un certo Sig. Freeman, Douglass insegnò agli altri schiavi a leggere il Nuovo Testamento in una scuola gestita da religiosi all’interno della piantagione. Non appena si diffuse la voce, l’interesse degli schiavi per l’alfabetizzazione si rivelò così grande che ogni settimana più di quaranta persona assistevano alle lezioni. Per circa sei mesi il corso rimase sostanzialmente inosservato. Mentre Freeman tollerava tranquillamente quel tipo di attività, gli altri proprietari di piantagioni invece si infuriarono per il fatto che i loro schiavi stavano ricevendo un’istruzione. Una domenica fecero irruzione tutti insieme armati di mazze e bastoni e annullarono per sempre le riunioni.
Nel 1833 Thomas Auld riprese Douglass dal fratello dopo una lite (come maniera di punire Hugh, scrisse Douglass). Scontento di Douglass, Thomas Auld lo mandò a lavorare per Edward Covey, un contadino povero che aveva la reputazione di “piega-schiavi”. Douglass fu così regolarmente frustato. Il sedicenne era sul punto di essere psicologicamente spezzato dalla sua lotta contro Covey, ma alla fine si ribellò alle percosse e reagì: dopo aver perduto lo scontro fisico con Douglass, Covey non tentò più di picchiarlo.
Nel 1837 Douglass incontrò a Baltimora Anna Murray, un’afroamericana libera. I due si sp