RIPROPONGO LA SILLOGE -RICORDI COLOR SEPPIA
È un mese maledetto per me il mese di Gennaio…
La mia mente va sempre a quegli ultimi giorni di vita di mio padre,quel gennaio 1996 si è portato via mio padre
per sempre.
E sono già passati vent’anni senza di Te padre mio
Descansa en paz padre mío…tú estarás siempre en mi alma.
POEMA A MI PADRE
A mio padre
che rendeva grazie a Dio
per il dono
di un pezzo di terra
e sapeva coltivarla
con pazienza
senza mai lamentarsi
per il duro lavoro
trasformandola cosí
in una terra feconda
e meravigliosa
All’amore che metteva
nel piantare nel giardino
ogni fiore…ogni rosa…
Ai doni che mi portava
raccolti sulle rive
del nostro amato fiume Po
le felci e il salice piangente
i gigli d’acqua tanto delicati
quanto belli
e quegli iris gialli
che mi ricordavano
un quadro stupendo
di Claude Monet
raccolti nei margini assolati
sulla riva di un fosso
Alla cura che metteva
nel piantare
ogni singolo albero da frutta
Alla sua intraprendenza
nel prendere un pezzo di terra arida
e darle vita piantando una vite
Alle sue mani stanche
e al suo sguardo fiero e soddisfatto
mentre m’insegnava
che la terra ricambia sempre
donandoci ciò che si è atteso
NOTA DELL’AUTRICE:Seamus Heaney poema “Digging”,
Traduzione italiana della poesia “Scavando”
QUEL GENNAIO DEL 1996
Cada día
me acuerdo
de ti papá
Soltanto tu
mi ha fatto
sentire amata
Da bimba prima
da donna poi
ogni volta
il tuo sguardo
cadeva su di me
vedevo l’amore
nei tuoi occhi
E ora in questo
triste gennaio
i tuoi occhi
si sono chiusi
per sempre
e in nessuno
altro sguardo
troveró
cosí tanto amore
…..
IL MURO
SU QUEL MURO
BIANCO E SPOGLIO
AVEVI MESSO A DIMORA
UNA ROSSA ROSA
UN GENNAIO CRUDELE E SILENZIOSO
VI AVEVA RUBATI A ME
SU QUEL MURO
HO DIPINTO ORA
LA TUA ROSA
PER FARVI RIVIVERE
PADRE MIO
…..
LA VIGNA DI MIO PADRE
Da quando non ci sei più
io non so potarla la tua vite
così se ne stanno ora
piccoli acini dorati
abbracciati a uva nera americana
Saresti contento
di vedere i filari pieni
i paletti che sostengono la vite
si sono incurvati sotto il peso
di così tanta uva
Ma tu li vedi … vero papà
…..
POESIA DEDICATA A MIA MADRE
“FRAGILE BIMBA”
La sfera di vetro
rigirata tra le mani
fa cadere brillantini
sul paesaggio
e dentro vedo me bimba
rivedo i miei giochi
i ritagli di stoffe
e nastrini rubati
per vestire la bambola di pezza
Io bimba timida sempre in corsa
per guadagnarmi l’amore di mamma
e la sua attenzione
Malinconica fino alle lacrime
anche se tra i capelli
lei mi metteva fiocchi colorati
C’era sempre una barriera
tra me e la sua carezza
Bimba fragile…
triste come i miei vestiti
a quadretti e incolori
Bimba ribelle rasata a zero
perché i miei capelli
non erano ricci
in castigo dietro
a una lavagna
il primo giorno di scuola
La mia mente vaga…
i ricordi corrono come le onde
ma non cerco più un senso
al quei piccoli dispiaceri
Non duole oramai
perché finalmente ho trovato
il tuo sguardo che mi ama
nel firmamento
DIARIO AUTUNNO 1994
NOTA DELL’AUTRICE
DAL DIARIO -AUTUNNO 1994-
La madre rappresenta per ogni bimbo un modello archetipico, ancestrale, è la personificazione dell’affetto, dell’amore e tale deve mostrarsi
al figlio facendogli sentire un amore incondizionato.
Mia madre è stata una madre austera, poco incline al contatto fisico…
Ecco, forse nasceva da lì la mia malinconia di bimba… desideravo attenzioni e tutte le premure di cui da bambini non possiamo fare a meno. Siamo fragili e vulnerabili e io nascondevo la mia debolezza e timidezza mostrando un comportamento ribelle.
Solo con la maturità sono riuscita a capire mia madre
e il suo carattere.
…SABIDURÍA ENVIDIABLE
Mi padre