SILLOGE “RICORDI COLOR SEPPIA”

di | 20 de Maggio de 2015

SABIDURÍA ENVIDIABLE

Mi padre
siempre decía
que se puede
ser feliz
también cuando
el juego de la vida
no da buenos motivos…
aun en la pobreza
Fue un hombre
de sabiduría envidiable
Y no me refiero
a ese conocimiento de aulas
No…el poseía
una sabiduría
de la vida

A MIO PADRE

Quando il delta del Po
ruppe i suoi argini
tu bimbo seguisti il suo corso fino
alle dolci pianure della bassa padana
Non sedesti mai
a un banco di scuola
eppur tra una guerra e l’altra
tre lingue apprendesti
ed a ogni ritorno
ricordi di amori
lettere e foto ingiallite
portavi nelle tue tasche
Meravigliosa amante
fu la spagnola
E alta e fiera
quella ragazza in Germania
dai capelli color del grano maturo
Poi al di lá dei Balcani
in quella terra fredda
la ragazza russa che ti nascose
salvandoti la vita
Lá nella sua casa
ti scaldó il fuoco del suo amore
Ma dove era nato quell’amore
lo dovesti lasciare
per far ritorno a casa
Quando nacqui io
con il suo nome
mi hai voluto chiamare
per non dimenticare
quasi un atto di riconoscenza il tuo
dovuto a quella ragazza russa
che un giorno ti salvó la vita

…..
POEMA A MI PADRE

A mio padre
che rendeva grazie a Dio
per il dono
di un pezzo di terra
e sapeva coltivarla
con pazienza
senza mai lamentarsi
per il duro lavoro
trasformandola cosí
in una terra feconda
e meravigliosa
All’amore che metteva
nel piantare nel giardino
ogni fiore…ogni rosa…
Ai doni che mi portava
raccolti sulle rive
del nostro amato fiume Po
le felci e il salice piangente
i gigli d’acqua tanto delicati
quanto belli
e quegli iris gialli
che mi ricordavano
un quadro stupendo
di Claude Monet
raccolti nei margini assolati
sulla riva di un fosso
Alla cura che metteva
nel piantare
ogni singolo albero da frutta
Alla sua intraprendenza
nel prendere un pezzo di terra arida
e darle vita piantando una vite
Alle sue mani stanche
e al suo sguardo fiero e soddisfatto
mentre m’insegnava
che la terra ricambia sempre
donandoci ciò che si è atteso

QUEL GENNAIO DEL 1996

Cada día
me acuerdo
de ti papá
Soltanto tu
mi ha fatto
sentire amata
Da bimba prima
da donna poi
ogni volta
il tuo sguardo
cadeva su di me
vedevo l’amore
nei tuoi occhi
E ora in questo
triste gennaio
i tuoi occhi
si sono chiusi
per sempre
e in nessuno
altro sguardo
troveró
cosí tanto amore

…..

IL MURO

SU QUEL MURO

BIANCO E SPOGLIO

AVEVI MESSO A DIMORA

UNA ROSSA ROSA

UN GENNAIO CRUDELE E SILENZIOSO

VI AVEVA RUBATI A ME

SU QUEL MURO

HO DIPINTO ORA

LA TUA ROSA

PER FARVI RIVIVERE

PADRE MIO

…..

LA VIGNA DI MIO PADRE

Da quando non ci sei più
io non so potarla la tua vite
così se ne stanno ora
piccoli acini dorati
abbracciati a uva nera americana
Saresti contento
di vedere i filari pieni
i paletti che sostengono la vite
si sono incurvati sotto il peso
di così tanta uva
Ma tu li vedi … vero papà

…..

FRAGILE BIMBA

La sfera di vetro
rigirata tra le mani
fa cadere brillantini
sul paesaggio
e dentro vedo me bimba
rivedo i miei giochi
i ritagli di stoffe
e nastrini rubati
per vestire la bambola di pezza
Io bimba timida sempre in corsa
per guadagnarmi l’amore di mamma
e la sua attenzione
Malinconica fino alle lacrime
anche se tra i capelli
lei mi metteva fiocchi colorati
C’era sempre una barriera
tra me e la sua carezza
Bimba fragile…
triste come i miei vestiti
a quadretti e incolori
Bimba ribelle rasata a zero
perché i miei capelli
non erano ricci
in castigo dietro
a una lavagna
il primo giorno di scuola
La mia mente vaga…
i ricordi corrono come le onde
ma non cerco più un senso
al quei piccoli dispiaceri
Non duole oramai
perché finalmente ho trovato
il tuo sguardo che mi ama
nel firmamento

DIARIO AUTUNNO 1994

NOTA DELL’AUTRICE
DA