La tigre è stanca
Nessuno mai chiede di quel suo cuore
deturpato da cicatrici
dopo tutti quegli anni
dietro le grosse sbarre
del circo della vita
Il destino come un guardiano pietoso
le ha lasciato la porta aperta
ma la tigre resta lì in attesa
con gli occhi socchiusi
Ma non lasciatevi ingannare
dai suoi brevi e sordi sospiri
la tigre non dorme mai
Con l’orecchio attento e rabbia repressa
ascolta il suo cucciolo che messo alle strette
lotta contro chi lo vuole incatenare
e ingabbiare i suoi sogni
Lo vede scagliarsi contro il domatore
ringhiare feroce con suono gutturale
Si batte e non nasconde il dolore
lotta con la potenza dei suoi artigli
contro la frusta del destino che schiocca
È ferito e non riconosce quasi più
il ruggito lamentevole della madre
que con el alma dolorida
infeliz está
NOTA DELL’AUTRICE:
Spero di non essere stata troppo ermetica, dietro alla metafora della “tigre e del cucciolo”,ho racchiuso tre momenti della vita. C’è rabbia, ribellione e tanto dolore… avrei dovuto intitolarla” ritratto della disperazione”,parlo della disperazione dignitosa di madri con il cuore pieno di rabbia e dolore ma impotenti, che vedono i figli battersi contro le avversità della vita.
Tanti di loro sono in ginocchio, ma non riusciranno a togliere a loro la forza di lottare!