Oggi ho rivisitato e corretto vecchie poesie.
Le vado a riproporre per voi,ho scritto anche in ognuna una considerazione per spiegare da dove mi arriva l’ispirazione per scrivere versi poetici.
Feliz domingo a chi passa!
Corazón
Ti sento sai
e ll battito del mio cuore
balla al suono di una chitarra
Come un flamenco canta l’amore
E la passione
incendia il sangue
che si agita e corre
pulsa pieno di vita
nelle mie vene
e indomito scorre
Considerazione:
Per questa poesia ho tratto ispirazione da questo pensiero infinitamente bello:
“L’amore è un concetto estensibile che va dal cielo all’inferno,
riunisce in sé il bene e il male,
il sublime e l’infinito.”
Carl Gustav Jung
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Freddo lago
In un lago scuro e profondo
Depositai i miei sentimenti
Tanto profondo
Che i raggi del sole
Non possono abbracciarli
Ne riscaldarli
Quel freddo lago
Io chiamai
solitudine
Considerazione:Poema anno 2007.
La soledad no es más que una compañera de viaje, una fria amante de pálido rostro que camina en silencio a tu lado… una triste ed interminabile stagione dal sapore amaro… amaro come fiele.»
…………
Calles de fuego
Pioggia calda su noi
Come angeli scacciati dal cielo
abbracciati nella calle buia
uniti stanotte
da un incantesimo di gitana
Strade di fuoco
percorre il tuo miele
fiore bagnato di pioggia
sulla pelle
E duole il cuore
lo sento come un mare agitarsi
cadere ad ogni colpo
in mille pezzi
Già ti sta dicendo
Addio
Considerazione:
Questa volta la mia fonte di ispirazione è stata una poesia di Baudelaire:
«Consumandosi a gara,
i nostri cuori saranno due grandi torce,
che rifletteranno la loro doppia luce
nei nostri spiriti, specchi gemelli.
Una sera di rosa e d’azzurro mistico,
un lampo solo ci vedrà commisti,
come un lungo singhiozzo carico d’addio.”
……………..
Sono una donna
A volte
riesco a far maledire il cielo a te
per quanto ti manco
A volte
basta un mio sguardo
a farti emozionare il cuore
A volte incendia i tuoi sensi
il mio profumo sulla tua pelle
sono gocce… gocce di me
Considerazione:
Per questa poesia ho preso spunto da: « Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei. Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più alta delle felicità umane.
Dopo, nessun altro attimo di gioia eguaglierà quell’attimo.
Gabriele D’Annunzio»»
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L’ultimo Guanche
È alto… capelli lunghi biondi
striati di bianco legati dietro
Il volto non ha età
il portamento è fiero
e ne rivela la discendenza
di stirpe nobile
Solo i Re ed i nobili
portavano i capelli lunghi
Cammina e si specchia nelle vetrine
o nei finestrini delle auto parcheggiate
estrae dalla tasca un piccolo pettine
si liscia i capelli
Gira attorno lo sguardo
alla calle ora deserta
poi raccoglie
un mozzicone di sigaretta
prende dalla tasca un accendino
e si fuma quel mozzicone lentamente
per farlo durare più a lungo
Non ha fretta cammina lento
verso la sua grotta
tra alte dune di pietrame
regno del vento
Considerazione:
«Sono passati cinque anni da quando ho scritto
questo poema per lui, l’uomo a cui avevo dato
un nome “L’ultimo Guanche”.
Non l’ho mai più rivisto, forse non è più sceso in città
o forse adesso volteggia come una magnifica aquila
sopra le nuvole, là nel regno del vento… in pace.»