LA TUA BREVE VITA

di | 16 de Marzo de 2010

Se guardo la tua faccia pittore
vedo tutta l’intensità dolorosa
della tua vita
Eppure hai occhi pieni di luce
e la tua mente
ha un’esplosione improvvisa
al ricordo
di un ramo di pesco in fiore
Dai pennellate taglienti
intingi di giallo infinito
un campo di grano maturo
Mischiando polveri di colori
inventi un viola
e gli iris sbocciano sulla tua tela
come nel giardino
a ridosso di quelle mura
che ti tengono prigioniero
Pennellate disperate
di un uomo
col cuore spezzato
Rinchiuso nella tua stanza
la notte
rubi le stelle al firmamento
E di giorno seduto
su quella sedia impagliata
la pipa in bocca
guardi le tue scarpe sfondate
pensi alle effimere luci
di Parigi
Poi la tua mente si perde
e come una farfalla
vola via

Nota dell’autrice:
La folgorante celebritá non fa dimenticare la tragica vita di Van Gogh.
Clinica di Saint- Rémy, dalla finestra della sua stanza munita di sbarre,
guardava un giardino della clinica e, al di là di quello, i campi e,
più lontano, le montagne delle Alpilles, l’ultima catena delle Alpi francesi.
Aveva a disposizione per lavorare un’altra camera vuota, poteva anche andare a dipingere fuori dal manicomio, accompagnato da un sorvegliante.