LEV TOLSTOJ – L´isola

di | 19 de Febbraio de 2020

Un passaggio dal libro:”La sonata a Kreutzer”
di Lev Tolstoj)

“Gli presentai mia moglie. Il discorso cadde subito sulla musica ed egli propose di suonare insieme. […] Tra lui e lei si stabilì subito un contatto elettrico, che creava uguali espressioni, sguardi e sorrisi. Lei arrossiva e lui arrossiva; lei sorrideva, lui sorrideva.
Suonarono “La sonata a Kreutzer” di Beethoven. È una cosa terribile questa sonata. […] Dicono che la musica agisca sull’animo elevandolo; sciocchezze, non è vero! Agisce, agisce tremendamente […] eccitandolo. […] Tutto, anche i loro volti, quello di mia moglie e il suo, mi apparivano in una luce totalmente diversa. […] “Che razza di vile sentimento questa gelosia! – dicevo a me stesso. […] Diventi lo zimbello della gente se ti opponi all’intimità dei balli, all’intimità del dottore con la paziente, all’intimità di coloro che si interessano di arte, pittura, ma soprattutto di musica. E’ noto che, tra due persone si occupano di un’arte sublime, la musica, si richieda una certa intimità, e quest’intimità non ha nulla di riprovevole: solo un marito stupido, geloso, può vederci qualcosa di indesiderabile. Ma tutti sanno che è esattamente a causa di queste occupazioni, soprattutto a causa della musica, che si commette la maggior parte di adulteri della nostra società. […] Evidentemente le note del pianoforte servono volutamente a coprire le loro voci, i loro baci forse.”

Lev Tolstoj