«Ho smesso di contare le volte in cui, arrivata alla seconda riga, ho cancellato e riscritto tutto nuovamente. Cercavo un inizio ad effetto, qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo, qualcosa di grandioso, ma agli occhi. Non ci sono riuscita. Poi ho capito, ricordando ciò che non avevo mai saputo: che per i grandi cuori che muoiono nel corpo ma che continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza».
(Frida Kahlo)
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UN BEL POST DAL FB DI >Sitting on the dock of the bay²
[ C’è sempre qualcosa di assente che mi tormenta ]
il 19 ottobre 1943, nel manicomio di Montdevergues, si spegneva Camille Claudel, dopo trent’anni di solitudine ed abbandono, aspettando invano la visita della sorella e della madre, alla quale aveva ripetutamente chiesto di essere riaccolta in casa.
” Se tu mi concedessi soltanto la stanza della signora Régnier e la cucina, potresti chiudere il resto della casa. Non farei assolutamente nulla di riprovevole.Ho sofferto troppo…”
“… tu sai quello che Michelangelo aggiungeva: solo le opere che si possono far rotolare dall’alto di una montagna senza che se ne rompa neppure un pezzo sono valide; tutto ciò che si frantuma durante una simile caduta è superfluo. Tu appartieni a quella razza, nulla potrà spezzarti, per quanto alta possa essere la montagna. Sei tagliata in un materiale eterno.”
Anne Delbéè
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DAL FB DI >Pozzi di banalità
“Leggo per fare posto al dolore. Leggo per vedere, per vedere bene, meglio che nella vita, lo scintillante dolore di vivere.
Non leggo per comprendere, poiché non c’è niente da comprendere.
Non leggo per essere consolata, poiché sono inconsolabile.
Leggo per vedere la vita in sofferenza dentro la mia vita, semplicemente vedere.”
Christian Bobin, Mille candele danzanti
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“Non sono mai “io” che decido il “mio” desiderio, ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via.”
Massimo Recalcati