STIAMO TUTTI BENE – L´isola

di | 23 de Febbraio de 2020

“Ciao, mi chiamo Mario e ho sette anni,
sette e mezzo per la precisione.
Mi piace il sole, l’amicizia, le persone buone, il calcio,
le canzoni allegre ed il profumo buono della pelle di mia madre.
Papà mio da qualche mese che non torna,
ma guai a parlarne con qualcuno, specialmente con la mamma.
Ma oggi è un giorno felice che qui è arrivato un pallone,
e finalmente potrò diventare forte e fare il calciatore.
Poi da lontano sento “Mario vieni qua:
prendiamo tutto quel che abbiamo e raggiungiamo papà!”
“Mamma, proprio adesso sto tirando un rigore?!”
Ma non c’è verso, ce ne andiamo, meglio non polemizzare.
Ma guarda te la jella proprio a me doveva capitare:
quattro giorni su sta barca e intorno solo mare.
Che poi, a chiamarla barca ci vuole un bel coraggio:
stare in tre seduti in mezzo metro di spazio.
e come me gli altri duecento, tutti intenti a pregare,
ed io vorrei soltanto alzarmi e palleggiare.
E poi c’è questo di fianco che ha chiuso gli occhi e non li apre più,
è da due giorni che dorme, che pare non respiri:
non ho mai visto nessuno dormire così tanto,
ho chiesto a mamma e ha detto che era proprio stanco … boh
Tre giorni fa ne hanno buttati una ventina in mare.
Mamma dice che volevano nuotare.
Io li sentivo gridare e non sembravano allegri,
ma almeno adesso ho un po’ di spazio per i piedi.
Un tipo magro qualche fila più in là grida che vede la Madonna,
e questa barca adesso puzza di benzina e di morte
e mamma ha detto di non farci caso e di essere forte,
di fare il bravo bambino e star seduto qua
che mamma adesso s’addormenta e raggiunge papà.
Però piangeva e si sforzava di sorridere..
forse era proprio tanto stanca pure lei.
E c’è un silenzio tutto intorno che mi mette paura:
s’è fatta notte, ho freddo e in cielo non c’è neanche la luna.
La gente grida, chiede aiuto, ma nessuno risponde.
Mi guardo intorno e, neanche a dirlo,
vedo sempre e solo onde.
E allora onde evitare di addormentarmi
come gli altri ed essere buttato in mare,
mi unisco al coro della barca e inizio a piangere e a gridare.
Non ho forza, chiudo gli occhi e non so neanche nuotare.”

Mirko Mancini, per Mirkoeilcane, “Stiamo tutti bene”