BLOG PUERTO DEL ROSARIO -2018- – L´isola

di | 15 de Marzo de 2018

“Nella solitudine il solitario divora se stesso,
nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.”

Friedrich Wilhelm Nietzsche-Umano troppo umano

……………

“Il vero amore può sconfiggere tutto, tranne se stesso. Ed è per questo che, chi ama davvero, comunque vada, qualunque cosa succeda, non riuscirà a spegnere quella fiamma che ha dentro. Vivrà di quella gioia e di quel tormento, per sempre.”

– Francesco Memmola –

………..

…………..

FOGLIE

“Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.”

Di Giorgio Caproni

¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨
“Esplodete, se così vi garba, irradiatevi in frecce infinite, prodigatevi, scialacquate, buttatevi via: io implodo, crollo dentro l’abisso di me stesso, verso il mio centro sepolto, infinitamente.”

Italo Calvino

¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨¨

“ Che pena. Sperare, intendo. È la pena di chi non sa rinunciare. ”

Italo Calvino

*****************

Traduzione di “The Lady of Shalott”

Lungo l’altra sponda del fiume si estendono

Lunghi campi di orzo e di segale

Che rivestono il mondo e incontrano il cielo

E attraverso i campi corre la strada fino

A Camelot dalle molte torri

E su e giù la gente va e viene

Mentre contemplano i luoghi in cui i gigli ondeggiano

Attorno vi è un isola, più in basso

L’isola di Shalott

Salici pallidi, pioppi tremuli,

Lievi brezze al crepuscolo e brividi

Attraverso l’onda che sempre scorre

Oltre l’isola nel fiume

Che fluisce verso Camelot

Quattro mura grigie, quattro torri grige

Si affacciano su un prato di fiori

E la silenziosa isola si inchina

La Signora di Shalott

Solo i mieitori, per la prima mietitura

Nel mezzo dell’orzo barbuto

Riescono a sentire una canzone che riecheggia lieta

Dal fiume ondeggiando chiaramente

Giù verso Camelot turrita

E al sorgere della luna il mietitore stanco

Mentre ammucchia i covoni sulle colline ariose

Ascoltando, sussurra: “Questa è la fata

La Dama di Shalott”

Dove lei intreccia tra notte e giorno

Una magica tela con colori allegri

Lei sentì un sussurro pronunciato

Guai a lei se fosse rimasta

A guardare giù verso Camelot

Lei non sapeva cosa potesse essere quella sciagura

E così intrecciava assiduamente

E poco altro le importava

La Dama di Shalott

E muovendosi attraverso uno specchio lucido

Che rimane agganciato di fronte a lei per tutto l’anno

Le ombre del mondo appaiono

Lì lei vede la strada vicina

Che conduce giù a Camelot

E talvolta attraverso lo specchio blu

I cavalieri giungono a coppie

Lei non ha un cavaliere a lei fedele e leale

La Dama di Shalott

Ma nella sua tela lei ancora si diletta

Ad intrecciare le sue magiche visioni dello specchio

Così spesso nelle notti silenziose

Un funerale, con pennacchi e luci

E musica, che giunge da Camelot

O quando la Luna era alta nel cielo

Giunsero due giovani amanti appena sposati

“Mi sto stancando delle ombre” disse

la Dama di Shalott

A un tiro di freccia dal suo cornicione

Lui cavalcava attraverso i covoni d