“Quando soltanto la luna infuria e gli amanti giacciono nel letto ….”un verso bellissimo tratto dal poema che vado a postare per intero.
“Nel mio mestiere o tenebrosa arte
praticata nel silenzio notturno
quando soltanto la luna infuria
e gli amanti giacciono nel letto
con tutti i loro affanni tra le braccia,
io mi affatico a una luce che canta
non per pane o ambizione
o per pavoneggiarmi e vender fascino
sui palcoscenici d’avorio,
ma per il comune salario
del loro più intimo cuore.
Non per il superbo che s’apparta
dalla luna che infuria io scrivo
su queste pagine di spuma
né per i morti che torreggiano
con i loro usignoli e i loro salmi,
ma per gli amanti, con le braccia
attorno alle angosce dei secoli,
che non pagano lodi né salario
e non si curano del mio mestiere o arte.”
Dylan Thomas
Dylan Marlais Thomas (Swansea, 27 ottobre 1914 – New York, 9 novembre 1953)
è stato un poeta, scrittore e drammaturgo gallese. Scrisse poesie, saggi, epistole, sceneggiature, racconti autobiografici e un dramma teatrale dal titolo Sotto il bosco di latte (Under milk wood) la cui versione radiofonica, in cui recitava l’autore stesso, vinse il Prix Italia nel 1954.
Comparso come una meteora, appena ventenne, a sconvolgere scuole e teorie, Thomas fa vivere alla poesia inglese, fra gli anni Trenta e Quaranta, un’incantevole stagione di vigore creativo. Fin dai suoi esordi, con la forza del provinciale che resta legato alle sue origini, ignora il dibattito intellettuale e, con suprema maestria e abilità da funambolo, sembra scavalcare ogni tradizione poetica. La sua opera, oscura e labirintica, porta alle estreme conseguenze le tecniche dell’analogia, dell’associazione e dell’enumerazione caotica, con l’unico limite della forma stilistica: una struttura che comunque – come egli ebbe a dire – “nasce da sé, dalle parole e dalle espressioni di esse, e non è mai sovraimposta”. Dalle poesie ai racconti, le suggestioni sono quelle assolutamente concrete e insieme favolose della propria piccola patria, Swansea e il Galles: con gli interni gremiti, le stradine tortuose, le colline di orti e di fattorie, il vento dell’oceano e gli aromi selvatici della campagna. La poesia di Thomas, come quella di un antico bardo, si nutre infatti di miti: il folclore locale, la religione biblico-contadina e panteista, la saga familiare e le leggende della propria giovinezza si confondono in un vortice inebriante di immagini. Il suo linguaggio variopinto è un concentrato semantico e sonoro e viene descritto dallo stesso autore come un “metodo dialettico”: “un costante sorgere e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, esso stesso distruttivo e costruttivo insieme”. Thomas si colloca innanzitutto sulla linea di William Blake e di G.M. Hopkins, ma il carattere vorticoso, furiosamente visionario e aggrovigliato della sua ispirazione ne fanno una sorta di unicum nel panorama della poesia contemporanea.
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Dylan Marlais Thomas
(Swansea, Gales, 27 de octubre de 1914 –
Nueva York,9 de noviembre de 1953)
fue un poeta, escritor de cuentos y dramaturgo galés.
Si hay que hablar de figuras poéticas que reverdecieron la literatura inglesa de la primera mitad del siglo XX, hay que remitirse obligadamente a la figura de Dylan Thomas (1914-1953). Famoso por ser un bohemio y un borracho redomado, famoso también por su vozarrón cautivante, que atraía, cual cantante juvenil, a cientos de personas a sus recitales poéticos, o a pegarse al receptor cuando hablaba en la BBC. Poeta precoz y repentinamente fallecido, el caos y el exceso fueron su camino a la genialidad.
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Fonte:internet e Wikipedia