Le mie giornate
s’incamminano su un filo sottile
nascosto nelle pieghe
dell’inquietudine
Al confine tra depressione ed euforia
anche gli attimi di disperazione
mi fanno sentire viva
La vita… questo groviglio di rovi
E il freddo del cuore
pervaso da una malinconia atavica
che taglia l’anima
Ti inabissi in un vuoto doloroso
Dondoli tra il male e il dolore
É come una droga oramai
più ce n’è meglio è
Ma poi ti ritrovi ad annaspare nel nulla
e ti aggrappi disperatamente alla vita
nella muta e ossessiva ricerca
di un finale con una svolta romantica
La mente piena di giovinezza traboccante
si concentra e si esaurisce nella fantasia
A fatica sopporto i tramonti dorati
di una bellezza cosí irreale
che mi trafiggono lo stomaco
E questa notte di luna rossa
sull’isola addormentata
e quella calma dell’oceano
così piena di poesia….
Perché non riesco piú a scrivere nulla?
Ho perso la mia vena poetica e mi fà impazzire l’idea che un giorno qualcuno con un semplice clic cancellerá tutti i miei componimenti poetici …
“Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.”
– Alda Merini –