Ogni volta che si ama
è quella l’unica volta
che si abbia veramente amato.
La differenza dell’oggetto dell’amore
non altera la sincerità della passione,
ma l’intensifica.
(Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”)
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Dietro la gioia e il sorriso ci può essere un temperamento ruvido, aspro e scaltro. Ma dietro il dolore non c’é che il dolore. L’angoscia, contrariamente al piacere, non si maschera mai. La verità, in arte, non consiste in una corrispondenza tra l’idea madre e l’esistenza accidentale; essa non è la identità della forma con l’ombra o della forma riflessa dal cristallo con la forma stessa; non è l’eco rinviata dall’anfratto d’una collina – così come non è, nella valle, una sorgente d’acqua argentata che mostra la luna alla luna e Narciso a Narciso. La verità in arte é l’unità d’una cosa con se stessa, é l’esteriore come diretta emanazione dell’interiore; é l’anima connaturata con la carne e il corpo con lo spirito. Per questa ragione non esiste nessuna verità che sia comparabile al dolore. Ci sono alcuni momenti in cui il dolore sembra divenire la Verità Unica. Le altre cose possono essere delle illusioni dell’occhio o del desiderio, create per accecare l’uno e soddisfare l’altro, ma é solo col dolore che si sono creati i mondi e alla nascita di un fanciullo o di una stella presiede il dolore.
Tratto da “de profundis” di Oscar Wilde