Amo questa isola,le sue spiaggie sono uno spettacolo da “Finis Terrae” e mi incanto a guardare questo miscuglio étnico di razze tutte in pace tra loro. A volte la mia immaginazione inventa per loro nomi e storie,quando li vedo passare,e allora scrivo .Dedicato a loro e a me stessa,perché la nostra terra ora é questa in cui viviamo.
Mi affaccio al balcone, sul mare avanza dolcemente una vela sospinta dal vento .Giú la strada é ancora deserta,sull’asfalto una bottiglia di plastica rotola sola……sola come me.
Poi un rumore ,la ragazza sembra uscita da un dipinto di Gauguin negli anni felici a Papeete(Tahiti).
Lei ramazza la strada,raccoglie cartaccie e mozziconi di sigarette.La vede il vento ,vede il suo viso triste e per farla sorridere, gioca con due foglie cadute da chissá quale albero.Le foglie volteggiano ,si rincorrono,lei le segue con lo sguardo e sulle sue labbra spunta un sorriso.
Nel balcone di fronte si affaccia Giulietta.
Ci salutiamo,lei é arrivata quí dal Marocco, ha una lunga treccia sul lato del suo bel viso,la sua voce é dolce,trattiene la parola ,solo un poco peró e questo suo difetto mi fa tanta tenerezza.Mi dice che Romeo é dovuto ritornare in Marocco.Cosí é qui sola e incinta di sei settimane.Mi saluta e rientra in casa.
Amleto
Passeggia avanti e indietro sul marciapiede,tormentato da contrastanti sentimenti,parla con qualcuno al cellulare,qualcuno che forse ha usurpato il suo posto e ora siede accanto alla sua donna.Poi nervoso sale in macchina e se ne vá.
L’africana
La donna africana si fa 1km a piedi tutti i giorni per raggiungere il Supermercato dov’é stata assunta per fare pulizie.Porta la divisa che le hanno dato con orgoglio,come se fosse uno di quei bellissimi vestiti della sua amata Africa . Cammina a passo veloce e canta canzoni della sua terra.La pelle d’ebano splende sotto i raggi del primo sole.
Mery e il suo uomo
Lei era finita sulle strade buie di Madrid con l’inganno. Una notte lui la vide e se ne innamoró ,cosí fuggirono..Aveva sentito parlare di quest’ isola vicino all’Africa, si imbarcarono e approdarono nella loro nuova terra. Li vedo camminare liberi nel vento.
Giulietta é triste
Ha messo una musica marocchina ad alto volume per farsi stordire….lo so perché anch’io faccio cosí…la musica aiuta a far sentire meno la solitudine.
Il nonno
Capelli bianchi,pelle chiara lui ,i nipotini hanno invece la pelle scura e vanno all’asilo .É lui che porta i loro zainetti e mentre camminano, insegna loro lo spagnolo come se fosse una filastrocca.Dice :fiore….sole ….mare …luna. I bimbi come l’eco ripetono :fiore …sole…mare…luna.Uno di loro gioca con una lattina vuota,porta dei sandali di due misure piú grandi,di chi saranno? Forse di un fratellino maggiore.
Amleto
É tornato ,scende dalla macchina,é sempre piú nevrastenico mentre percorre su e giú il marciapiede sotto casa,,parla ancora al cellulare con qualcuno,dice che se ne vá ,stá traslocando.Oggi é l’ultimo giorno quí nell’isola.Cosí andrai in un altro castello Principe Amleto a meditare:Essere o non essere.
Ma quí la gente non si accorgerá nemmeno della tua assenza. Solo io.
Alzo lo sguardo,guardo l’orizzonte,ci sono giorni che non si distingue dove finisce il mare e inizia il cielo perché i loro colori sono uguali.
É sola in balia del vento va la vela. Il mare accoglie il mio sguardo,le sue onde dolci sembrano chiamarmi come un canto di sirene.Poi d’improvviso il cielo diventa color ocra,il tempo sembra fermarsi,l’isola é adesso una vecchia foto ingiallita.Stá arrivando la Calima, tormenta di sabbia.É un vento caldo che rallenta i battiti del mio cuore,mi lascio andare,mi lascio travolgere per un attimo, poi rientro in casa,guardo l’orologio….
ore8:30 di un giorno qualunque .
Fuerteventura 28 Marzo 2008