Vorrei il chiarore dell’infanzia
vorrei che la terra
non fosse fango neve e freddo
lá dove sei sepolta
Vorrei riascoltare
il calpestio lieve dei tuoi passi
in un giorno d’estate
profumato di bucato steso al sole
sopra un prato di trifoglio e camomilla
Mi venivi incontro
e avevi fasci di spighe piene d’oro
tra le braccia
e quel profumo di buono
che sprigionava
un rametto di menta
nascosto tra i tuoi seni
Vorrei il tuo abbraccio rassicurante
e guardare dentro ai tuoi occhi
due laghi azzurri per acquietare
le mie incertezze sul domani
Nota dell’autrice:
A nonna Serafina