UNA VICENDA-Aminatou Haidar – L´isola

di | 25 de Aprile de 2010

Aminatou Haidar

Il premio Nobel portoghese scrive alla donna simbolo della resistenza del popolo sahrawi contro l’occupazione marocchina, che dura da oltre trent’anni.

LETTERA di José Saramago ad Aminatou, 22 novembre 2009

Cara Aminatou Haidar,
se fossi a Lanzarote sarei al tuo fianco. E non perché tu sia una militante separatista, come ti ha definito l’ambasciatore del Marocco, ma esattamente per il contrario: credo che il pianeta sia di tutti e tutti abbiamo il diritto al nostro spazio per poter vivere in armonia. Credo che i separatisti sono quelli che separano le persone dalla loro terra, le cacciano, cercano di sradicarle perché, divenendo qualcosa di diverso da quello che sono, gli uni acquisiscano maggior potere e gli altri perdano la loro auto-stima e finiscano per essere inghiottiti dalla sopraffazione. Il Marocco con il Sahara viola tutte le regole della buona condotta. Disprezzare i sahrawi è la dimostrazione che la carta dei diritti umani non ha valore nella società marocchina, che non protesta per quello che si fa con i suoi vicini; ed è, soprattutto, l’evidenza che il Marocco non rispetta se stesso: chi è sicuro del suo passato non ha bisogno di espropriare chi sta al suo fianco per esprimere una grandezza che mai nessuno gli riconoscerà. Perché se il potere del Marocco riuscirà a piegare i sahrawi, quel paese, per altri versi ammirevole, avrà ottenuto la più triste delle vittorie, una vittoria senza onore, per nulla luminosa, acquisita sulla vita e sui sogni di tanta gente che voleva vivere in pace nella sua terra e con i suoi vicini per fare del continente, tutti insieme, un luogo più abitabile.
Cara Aminatou Haidar: hai dato un esempio valoroso riconosciuto in tutto il mondo. Non mettere in pericolo la tua vita perché davanti a te hai ancora da combattere molte battaglie, e tu sei necessaria. Noi, tuoi amici, amici del tuo popolo porteremo il testimone in tutte le sedi necessarie. Al governo di Spagna chiediamo che mostri sensibilità. Con te, con la tua gente. Sappiamo bene che i rapporti internazionali sono molto complicati, ma sono passati molti anni da quando è stasta abolita la schiavitù delle persone e dei popoli. Non si tratta di umanitarismo: le risoluzioni delle Nazioni unite, il diritto internazionale e il senso comune stanno da una parte sola, e questo in Marocco e in Spagna lo sanno.
Lasciamo che Aminatou ritorni a casa con il riconoscimento del suo valore, alla luce del sole, perché sono le persone come lei che danno personalità al nostro tempo, e senza Aminatu tutti saremmo più poveri. Il problema non ce l’ha Aminatou, ce l’ha il Marocco. E può risolverlo, dovrà risolverlo, e non rispetto a una fragile donna ma a tutto un popolo che non si arrende perché non può capire né la irrazionalità né la voracità espansionista, propria di altri tempi e di altri livelli di civilizzazione.
Un abbraccio molto forte, cara Aminatou Haidar.
José Saramago, 22 novembre 2009

Expulsión a Lanzarote y conflicto internacional

El 13 de noviembre de 2009, tras su llegada a El Aaiún procedente de Nueva York en un vuelo con escala en Las Palmas de Gran Canaria, fue expulsada del país marroquí hacia Lanzarote, Islas Canarias. Tras su aterrizaje permanece en la Terminal 1 del Aeropuerto de Lanzarote donde inició también una huelga alimenticia, ingiriendo únicamente agua y azúcar, el 15 de noviembre
Su establecimiento en el aeropuerto responde a una medida de presión, acusando al Gobierno español de inhibirse en el asunto y actuar en connivencia con el Gobierno marroquí.

En su segunda semana en el aeropuerto conejero, el Ministerio de Exteriores español envió como emisario a su director de gabinete, Agustín Santos,
el cual le propuso a Haidar tres opciones por parte del gobierno español: asilo político, solicitar un nuevo pasaporte o adquirir la nacionalidad española. Ninguna de las tres propuestas fue aceptada por la activista. Rechazó las opciones de asilo político o la adquisición de l