ALOE VERA LA PIU’ANTICA PIANTA MEDICINALE DEL MOND – L´isola

di | 26 de Aprile de 2010

•Il futuro dell’ industria canaria

Il futuro del settore canario dell’aloe è senz’altro favorevole. Sono molte, infatti, le istituzioni coinvolte nella ricerca e nello sviluppo delle proprietà della pianta. Lo stesso Governo autonomo, il Cabildo di Gran Canaria e le due Università delle Canarie collaborano con le aziende specializzate nella produzione e nel trattamento dell’aloe, con lo scopo di continuare a sperimentare le sue sostanze a fini terapeutici. Per questo motivo, il Patronato del Turismo di Gran Canaria collabora nella promozione del prodotto all’estero, offrendo la possibilità di partecipare a importanti fiere internazionali, proprio nel momento in cui si sta creando una piattaforma promozionale del marchio canario in tutto il mondo.

Tra le aziende canarie impegnate nella ricerca, nella coltivazione e nell’elaborazione di prodotti di aloe canario, risalta il laboratorio farmaceutico Pejoseca, il cui prodotto Aloveria rappresenta “l’unico che contenga l’intera gamma dei composti della pianta”, secondo quanto sostiene il direttore amministrativo dell’azienda José Antonio Marrero.

Segretario, inoltre, della Associazione Agroindustriale dell’Aloe Vera Canaria, spiega come l’azienda, con l’appoggio delle università, sia arrivata a scoprire una “formula segreta” che consente di raggiungere un rapporto di stabilità del gel con la resina che “per ora, crediamo con ragione di essere gli unici al mondo ad esservi riusciti”.

Un’altra azienda a carattere familiare, il Laboratorio Fitocosmético Crespo, ha alle spalle almeno quindici anni investiti nella ricerca sull’aloe delle canarie e almeno tre anni di coltivazione. Questa realtà, che ha sviluppato la sua piantagione nella Finca de Osorio, si distingue per una produzione esclusivamente artigianale. È questo il motivo per cui i prodotti di questa azienda vengono venduti nei negozi della FENAC (Fundación para la Etnografía y el Desarrollo de la Artesanía Canaria), la Fondazione per l’Etnografia e lo Sviluppo dell’Artigianato Canario.

Come sostiene il suo proprietario, Miguel Crespo, questo laboratorio cerca inoltre di conseguire che alla denominazione dell’Aloe Barbadensis venga aggiunto il nome Canariensis, per identificarla come specie autoctona delle Canarie.

FONTE:INTERNET