UNA ESTATE FA… – L´isola

di | 1 de Febbraio de 2012

Ieri il sole splendeva con rabbia,l’oceano era verde e furioso,i branchi di piccoli pesci nuotavano impazziti ,las olas per la prima volta da quando vivo quí hanno invaso completamente la Playa Chica, e adesso la playa é deserta,tante le alghe sradicate dal fondale marino adagiate sull’arena mentre i gabbiani si litigano la solita caccia ai molluschi.
L’alta marea dirompente é solo un ricordo oggi,la spiaggia é liscia senza impronte, mi immergo completamente nel mare
e riemergo due… tre volte,il mio solito rituale e l’aurea ne esce come purificata.
Stiamo bene insieme io e l’oceano.
Penso a tutte le persone che ho conosciuto questa estate,
ognuno di loro é una storia che ha arricchito mentalmente ed emotivamente il mio bagaglio interiore,ogni giorno mi sorprende la ricchezza della natura umana!
Ognuno di loro ha dato modo alla mia fantasia
di veleggiare verso i loro mondi a me sconosciuti.
Edna col suo bagaglio di dolore per la figlia morta…quel vuoto incolmabile che niente e nessuno riesce a riempire adesso.
Il signor Antonio porta benissimo i suoi ottantasei anni,incredibilmente anche se affetto dal morbo di Parkinson,non ha nessuna badante ,né tantomeno il figlio ad accompagnarlo alla spiaggia,fa il bagno da solo mi racconta che era uno sportivo,ha vinto anche delle gare in Galicia,la sua terra .
Si commuove sempre raccontandomi che fino a poco tempo fa, veniva sempre a Fuerteventura accompagnato da sua moglie.
Ora lei non c’é piú,ma ogni punto di questa mia isola racchiude e custodisce gelosamente i ricordi felici, e mentre si racconta ,rivive con occhi sognanti e lucidi i momenti di tenerezza delle vacanze in sua compagnia.
Poi c’é Moreno ,ragazzo sportivo nonostante la malattia gli abbia tolto quasi la possibilitá di camminare senza stampelle.
Mi racconta del suo amore fantastico ,una giovane cubana conosciuta attraverso Facebook ,che gli ha fatto dimenticare e superare la solitudine nella malattia.
Li ho visti insieme un giorno…quando i loro sguardi si incrociavano in un istante ti rendi conto che quel lampo di luce rivela il segreto di un’unione profonda.
Si sono sposati,lei lavora e lui é bravissimo in casa,cucina riordina la casa.
Nel tempo libero sfreccia con la sua moto e corre sulla lunga lingua d’asfalto verso le piccole catene montuose dell’isola.
O raggiunge la Playa Chica,posa sul limitare dell’acqua il suo zainetto,lascia cadere le grucce a terra,
e in ginocchio faticosamente entra in acqua e poi…lui si trasforma in un delfino!
Non potró mai dimenticare il suo sorriso.
La storia di Andres é forse la piú triste!
Sa pochissime parole in spagnolo,arrivato dalla Polonia con un contratto di lavoro regolare,ha lasciato laggiú moglie e due figli,assunto quí per un lavoro in una finca per la raccolta di cactus,ma adesso che il lavoro é finito il padrone non lo paga e i soldi lentamente sono finiti,cosí lui dorme in spiaggia da due notti.
Non chiede elemosina,non chiede niente lui…solo quello che gli spetta e vuole ritornare a casa.
Ieri é stata l’ultima volta che l’ho visto,aveva raccolto un legno da terra e ha scritto qualcosa sulla sabbia e poi é sparito lasciando lí il suo messaggio:”Dios ayudame”
ma il mare presto lo cancellerá…spero che Dio lo aiuti.