L’ANIMA DI UN POETA – L´isola

di | 25 de Aprile de 2012

“Il mistero della poesia si trova all’interno degli stessi poeti”

Oggi parlo di Ghiànnis Ritsos
iniziando da una sua stupenda poesia.

Il tuo corpo tagliato

da una lama di luce –

per metà carne,

per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,

il grande letto

intero,

il tepore lontano,

e la coperta rossa.

Chiudo la porta,

chiudo le finestre.

Vento con vento.

Unione inespugnabile.

Con la bocca piena

di un boccone di notte.

Ahi, l’amore.

Ghiànnis Ritsos

Ritsos è considerato come uno dei più grandi poeti greci del ventesimo secolo, insieme a Konstantinos Kavafis, Kostis Palamas, Giorgos Seferis, e Odysseus Elytis. il poeta francese Louis Aragon una volta ha detto che Ritsos era “il più grande poeta del suo periodo”. Ritsos è stato proposto 9 volte, senza successo, per il Premio Nobel per la Letteratura. Quando il poeta vinse il Premio Lenin per la pace (conosciuto anche come il Premio Stalin per la Pace), assegnatoli nel 1975-76, egli dichiarò che “questo premio è più importante per me rispetto al Premio Nobel”.

La sua poesia è stata vietata occasionalmente in Grecia per il suo carattere “politico” di soddisfare certe idee di sinistra. Il lavoro importante del poeta comprende Trattori (1934), Piramidi (1935), Epitaffio (1936), e Veglia (1941–1953).

Ritsos principalmente ha scritto le poesie con un intento politico, “servendo il comunismo con la sua arte”, come i filologi moderni lo descrivono. Una delle sue poche opere che differiscono da questo tema politico è “La sonata al chiaro di luna”.

“Io so che ognuno di noi corre da solo all’amore,
da solo alla fede e alla morte.
Io lo so. Io l’ho provato. Questo non aiuta.
Lasciami venire con te.”

—da Sonata al chiaro di luna. Traduzione in italiano dalla traduzione inglese di Peter Green e Beverly Bardsley

FONTE : Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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commento di Ezio Savino sulla vita del poeta [modifica]Yiannis Ritsos è una delle voci poetiche più forti della grecità contemporanea. Durante l’occupazione della Grecia nel corso della seconda guerra mondiale partecipò alla resistenza, organizzando tra i partigiani attività culturali e teatrali. Per le convinzioni politiche fu deportato in campo di concentramento, dopo il colpo di stato dei colonnelli., nel 1967. Gravemente malato, fu posto in libertà vigilata a Samo. Fu insignito del premio Lenin per la poesia nel 1977. La sua sterminata produzione poetica, in parte tuttora inedita, si distribuisce tra impegno civile e politico (Trattori, la raccolta di esordio, 1934; Epitaffio, 1936; La canzone per mia sorella, 1937; Epitaffio e Makronissos, 1957) e canto lirico, ricchissimo di immagini evocative, di accumulazioni, di processi associativi che trasformano il poeta in un infaticabile esploratore di ogni segreto del mondo e dell’anima. L’eredità classica della Grecia rivive nei poemetti mitologici di Quarta dimensione, sulle principali figure, specialmente femminili, della leggenda ellenica, dove il dato della tradizione non è mai erudito, ma vitale ingrediente di una riscoperta etica e psicologica dei lati più nascosti di queste figure emblematiche. L’andamento espositivo da monologo ha consentito un uso teatrale di questi splendidi testi, confessioni a cuore aperto di eroine ed eroi in bilico appassionante tra l’abisso del tempo e l’oggi più quotidiano, più dimesso e disarmato.

Oggi il poeta riposa sotto una lapide spoglia, nel cimitero minuscolo di Monemvasìa, scarmigliato dal vento perenne e dagli sbuffi salmastri. Le strane tracce di un umile bivacco – poche briciole di pane, due mozziconi di sigaretta, una deformata lattina – attestano che qualcuno (amico, adepto, discepolo) là si sofferma o, forse, soggiorna. Il tempo ritorna. La fune dell’acrobata non si è mai spezzata.
(da Imperfetta Ellisse)

Wikipedia, l’enciclopedia libera

Tramonto sul mare

Piccola casa di pescatori sulla strada. Alla finestr