“Una volta arrivato, il silenzio mise radici in lui e cominciò a diffondersi. Gli uscì dalla testa e lo avvolse tra le sue braccia melmose. Lo cullò al ritmo di un battito antico, fetale. Allungò le ventose dei suoi tentacoli furtivi centimetro dopo centimetro dentro il suo cranio, ripulendo come un aspirapolvere le vallette e le colline della memoria, sloggiando vecchie frasi, scuotendole via dalla punta dalla lingua. Spogliò i pensieri delle parole necessarie a descriverli, lasciandoli nudi e spellati. Indicibili. Intorpiditi.”
(p. 22)Il dio delle piccole cose -Arundhati Roy
È una pagina aperta per caso del libro di Arundhati Roy ,
che mi è ricapitato tra le mani mentre mettevo in ordine la libreria,dove c’è uno spazio riservato esclusivamente ai libri che mi sono portata dall’Italia.