E non ci resta che scrivere,quado si ha quell’urgenza dentro di raccontare …di raccontarsi.
RICORDI DI BIMBA
I ricordi sono
come pezzi di specchi rotti
che getti nel fondo del mare
e d’improvviso ritornano
nella sabbia dei giorni
Ritornano dal passato alla memoria
vedendo te mi pedacito de cielo
che corri all’appuntamento col sole
che prima di scendere dietro alla montagna
passa ogni giorno a darti il suo regalo
E con quella magia che solo lui sa fare
pone un arcobaleno davanti ai tuoi piccoli piedi
penetrando le vetrate intagliate
E poi ti vedo mentre parli all’altra bimba
la tua amichetta immaginaria
riflessa nella porta a vetri
che quell’ultimo raggio di sole illumina
E d’un tratto tutto ritorna nella mia mente
e rivedo me a cinque anni
Piccola mia forse non sai
che lo stesso gioco lo facevo alla tua età
Parlavo a quella bimba che vedevo riflessa
nella porta a vetri che dava nel cortile
Piangendo le confidavo tutte le mie paure di bimba
e la mia tristezza.
Correvo da lei quando in casa
c’era quella specie di guerra
tra la nonna e mia madre
Ricordo mio padre che rientrava dal lavoro
saliva la scale e andava a rinchiudersi
in camera da letto…senza cenare
senza nemmeno darmi un bacio
Ed io non capivo il suo comportamento
perchè io lo adoravo come lui adorava me
Cosa stava succedendogli lo capisco adesso
Era tra due fuochi… tra due donne
che amava più di se stesso
e non sapeva più mettere pace
tra loro così aveva deciso
di trincerarsi dietro a un silenzio
che mi atterriva
E poi quell’incubo spaventoso nella notte ,dopo aver assistito all’ennesimo litigio tra i miei nonni,rivedo mia nonna esasperata che gridava
-non ti curo più non ti curo più arrangiati!-
Rivedo mio nonno che quasi non si reggeva in piedi al culmine della sua malattia ,prendere quel coltellaccio dalla tavola che un momento prima mia nonna aveva usato per fare a pezzi un coniglio da cucinare per cena e le gridava -Te copo…te copo!-
Nn era successo niente naturalmente,ma nella notte avevo visto quel coltello piantato nella pancia di mia nonna e tutto quel sangue ,avevo gridato… gridato fino a che mamma e papá erano accorsi ad abbracciarmi.
Eventi vissuti tra i quattro e i cinque anni di età,che
non sono riuscita a rimuovere dalla mia mente ritornano dal mio passato.
Se ci penso a certi episodi provo ancora dolore.
Come quando a furia di litigate tra nonna e mamma, aveva vinto mamma e con grande sofferenza mia e di mio padre, avevano trovato una piccola casetta per i nonni e piano piano era ritornata graduatamente l’armonia in famiglia.
L’anno seguente era incominciata la scuola,c’erano tante cose nuove nella mia vita di bimba ma mi prendeva una malinconia straziante non vedere i miei nonni quando ritornavo dalla scuola,una malinconia che mi ha forgiato il carattere e che mi porterò dentro fino alla tomba.
Eppure quella mia famiglia io l’ho amata così tanto,ho adorato i miei nonni che mi hanno allevata e non ho mai smesso di amare i miei genitori, anche se sono anni che non ci sono più,ed ho cercato di tenere nel cuore solo i ricordi più belli.
Tantissimi infiniti giorni da ricordare con tenerezza.
Ma sapete una cosa,i bimbi anche se sono piccoli prima o poi ricordano e se voi pensate che non ricordano,
vi sbagliate!