UN MIO VECCHIO POST – L´isola

di | 10 de Novembre de 2013

Un mio vecchio post riveduto e corretto.

MANCA POCO ORMAI

21 Dicembre 2007….

Mi sono addormentata sfinita ieri sera alle 21 e ora, é passata da poco la mezzanotte e sono giá sveglia,metto il CD di Tiziano Ferro
” Di sere nere/ che non c’é tempo/non c’é spazio/mai nessuno capirá/”e piango…
Sono molte notti oramai che non dormo,i pensieri si accavallano nella mia testa e non riesco a fermarli.
Dio ancora una volta mi stá mettendo alla prova!
Mi sento come la bollicina di sodio della pubblicitá(sola)dentro la bottiglia di acqua minerale:
“C’é nessuno quí?”
“myday-myday…c’é nessuno in ascolto?”
“C’é qualche extraterrestre che vuole parlare con me?”
Mi risponde solo il silenzio delle stanze ormai quasi vuote.La gattina e la mia cucciolona Dana ,miei soli amici mi guardano.Loro assieme a me hanno diviso gli anni amari e ora siamo quí a leccarci le ferite tra le mura di questa mia amata casa.
Riprendo ad imballare le mie cose,difficile é stato scegliere cosa portare e cosa lasciare,c’é la mia vita in questi oggetti…libri,CD,ma ci sono giá 43 scatoloni pronti per la mia Arca di Noé(container)ci ho messo anche i semi delle”Belle di notte”le pianteró in un vaso lá dove andró per vederle fiorire l’estate prossima e bearmi ancora del loro profumo
Strani fiori,aprono le loro piccole corolle solo al tramonto e quando viene l’alba si richiudono.

Ho regalato tanti libri,andati ad arricchire le librerie degli amici piú cari,ma quelli che mi hanno fatto sognare me li porto via ,anche se ho piú libri che biancheria.
Leggo per arricchirmi culturalmente e in tutti questi anni quanti libri mi sono passati tra le mani,leggevo e sognavo…ho vissuto cosí ,dentro alla vita degli altri perché la mia fa schifo!
Padre mio ,come faró a lasciare questa casa e questo mio giardino…ci sono le gocce del tuo sudore in questa terra…in questa casa.Risento ancora i tuoi passi vigorosi papá ,quando lavoravi…quante carriole di cemento hai portato mentre mattone su mattone piano piano prendeva forma questa casa.
O quando preparavi il mio giardino…dalle rive del Po
mi avevi portato un salice piangente e da ogni giardino dove tu andavi mi portavi un fiore o qualche seme nuovo e tante rose d’ogni colore.E lì accanto piano piano era nato anche il nostro frutteto,la vite e ogni tipo di frutta.

Qui sono custoditi i ricordi dei passi minuti di mio figlio che cresceva e i passi di mia madre…rivedo ancora con gli occhi della mente lei mentre mi raccoglieva la biancheria profumata di sole,o accovacciata che ripuliva i sentieri del giardino dall’infestante gramigna.
Poi la malattia che se l’era portata via e risento ancora i tuoi passi incerti negli ultimi anni mentre invecchiavi senza di lei. Dopo che mamma ci aveva lasciati tu vivevi in un limbo in attesa di poterla ritrovare.
E Dana che fin da cucciola ti stava sempre dietro spiando ogni tuo gesto, se ne stava accucciata lí nella ghiaia,i suoi caldi occhi color cioccolata sempre fissi su di te fino a quel gennaio crudele.
Qualcuno ha scritto:”La piú crudele ereditá della morte… lascia a noi che restiamo la vita”
E cosí siamo andati avanti!
Ma poi quando il cancro come un drago della preistoria era riemerso e aveva varcato il nostro cancello, l’avevamo ancora una volta affrontato guardandolo negli occhi, ma aveva vinto lui…e adesso mi ritrovo sola in questa casa custode dei passi di mio figlio adolescente e poi
passi leggeri di lui che amava …che usciva per sempre
da questa casa per andare felice incontro all’amore.
Ed ora…mancano pochi mesi ormai …dovró trasformare tutto questo in vile denaro!
Chiudere per sempre quel cancello e andarmene,azzerare il contachilometri della mia vita e iniziare a risalire gradino dopo gradino là in quella nuova terra che mi ha stregata.
È un viaggio verso la luce il mio,perché nonostante tutto anelo ancora alla serenitá.
Metamorfosi la mia, necessaria per tornare alla vita.

21 dicembre 2007
Nadia Mazzocco