MENZOGNE ASSASSINE 2 – L´isola

di | 20 de Agosto de 2013

Vi propongo questo testo ed ho l’audacia e la sfacciataggine di chiamarlo “poesia”
o prosa se più vi piace .
Grazie a tutti per leggermi.

MENZOGNE ASSASSINE

La poesia è salvezza
quando la vita ci offre solo
un tragico calvario
e quando l’innato istinto di sopravvivenza
ci porta verso i sogni… o verso ricordi sbiaditi
Ma se cerchiamo nella poesia
un modo per regredire
fino alla scoperta di quel tempio divino dell’Amore
e se sprezzanti del pericolo
vorremo farci riavvolgere dalle fiamme della passione
per non sopperire a un dramma esistenziale
sarà pur sempre una limitata felicità
C’incammineremmo verso strade senza uscita
lastricate di speranze impossibili
a raccoglier “stelle sbriciolate nella pozzanghera”
E a distanza di anni rileggendo quel che scrivemmo
sprofonderemmo in laghi di solitudine e angoscia
tra onde di menzogne assassine

NOTA DELL’AUTRICE:

“Kant diceva “la ragione è un’isola piccolissima nello sfondo dell’irrazionalità”,
così per essere artisti e poeti bisogna scendere in questo scenario folle ed indifferenziato,
ma per farlo occorre una disciplina,
perché è necessario poi riemergere altrimenti se ne resterebbe catturati.”

Domenico Fauceglia-FOLLIA, AMORE E CREATIVITÀ

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CONSIDERAZIONI DELL’AUTRICE:

Dopo aver scritto “A las cinco de la tarde”
questa di oggi è la prima poesia dopo mesi di silenzio da parte della mia anima ,era esattamente il 18 maggio 2013.
Il tempo che si srotola lento come un’agonia non lascia affluire nessuna nuova ispirazione…nessun verso dal cuore….

Per chi vuole rileggere
la poesia”A las cinco de la tarde”,
la ripubblico quì di seguito.

A LAS CINCO DE LA TARDE

A las cinco de la tarde
tutto tace nella calle assolata
Due gatti stanchi si danno tregua
e si guardano quasi indifferenti
Leccandosi ognuno le proprie ferite
pensano al prossimo combattimento
stanotte torneranno ad affrontarsi
feroci come belve
per pochi secondi d’amore
Passa un ubriaco che ingaggia
una vera e propria rissa
con la propria ombra
Poi il canto dolce dei canarini
sul davanzale della finestra di fronte
riporta l’armonia nell’aria
E “i giorni passano
come cavalli selvaggi sopra le colline”
scriveva Bukowski
Il vento profuma di rose
avvolgendomi con la sua calda carezza
Vivo come sospesa
in questa luce colorata d’ambra
ed è tregua
anche per una bevitrice di assenzio come me
adesso che la fottuta tigre
ha smesso di sbranarmi l’anima

Odio questa maledetta guerra tra noi…

CONSIDERAZIONI DELL’AUTRICE:

Non sono ancora pronta per continuare questa poesia… per spingermi nel fondo di quel pozzo dove tutto è ancora un urlo silenzioso e assordante… il mio istinto di sopravvivenza me lo vieta, ma un giorno questa araba fenice forse riuscirà a trasformare in versi anche quel dolore …quel morso della tigre, la grande dominatrice della mia anima….

Grazie per leggermi