Oggi ripropongo una mia poesia ,una delle ultime che mi hanno pubblicato.Ci sarà sicuramente un seguito a questa poesia,ma occorre in primis fare una premessa.Mi alma no es lo suficientemente fuerte para gritar en la tempestad que me sacude…no,non sono ancora pronta per continuare questa poesia… per spingermi nel fondo di quel pozzo dove tutto è ancora un urlo silenzioso e assordante… il mio istinto di sopravvivenza me lo vieta, ma un giorno questa araba fenice forse riuscirà a trasformare in versi anche quel dolore …quel morso della tigre, la grande dominatrice della mia anima.
L’avevo iniziata pensando a questi versi di Eugenio Montale
“E andando nel sole che abbaglia/sentire con triste meraviglia/com’è tutta la vita e il suo travaglio/in questo seguitare una muraglia/che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.” Ma poi nella chiusa la mia anima svela la sua oscurità….
A LAS CINCO DE LAS TARDE
A las cinco de la tarde
tutto tace nella calle assolata
Due gatti stanchi si danno tregua
e si guardano quasi indifferenti
Leccandosi ognuno le proprie ferite
pensano al prossimo combattimento
stanotte torneranno ad affrontarsi
feroci come belve
per pochi secondi d’amore
Passa un ubriaco che ingaggia
una vera e propria rissa
con la propria ombra
Poi il canto dolce dei canarini
sul davanzale della finestra di fronte
riporta l’armonia nell’aria
E “i giorni passano
come cavalli selvaggi sopra le colline”
scriveva Bukowski
Il vento profuma di rose
avvolgendomi con la sua calda carezza
Vivo come sospesa
in questa luce colorata d’ambra
ed è tregua
anche per una bevitrice di assenzio come me
adesso che la fottuta tigre
ha smesso di sbranarmi l’anima
Odio questa maledetta guerra tra noi…