“Quindi, come sempre, la sera si mescolava all’essere sola. Al restare sola, perché la solitudine non mi appariva più una questione di presenze o di numeri. E nemmeno un problema di sedie vuote o di spazi da riempire. Nel silenzio della casa, ascoltavo i miei pensieri. Sola, le sillabe sono due, un plurale incompiuto, morente. Avvelenato dall’assenza.”
Un passaggio dal romanzo Marta
di Gianfranco Brevetto
Non perdetevi questo libro stupendo
ne la magnifica recensione a cura di Anna Pianura
Potete leggerla in:24letture di Emanuela Bellotti