E’ giusto che io ti scriva ascoltando quella musica che per molto tempo ci ha tenuti legati nel scriverci parole che uscivano dal cuore… è giusto che io ti scriva mentre il mio cuore muore come le stelle del mattino… Quanto, quanto tempo ancora, io…tu,dobbiamo soffrire? per quanto tempo andremo cercando ciò che non ci vuole? se il mio cuore nel tradirmi ti ha amato e solo lui sa quanto, se solo lui ha saputo parlare a modo suo, scusalo.. credeva che un sogno si stesse avverando… Ma tu che per me sei stata la mia dea la mia musa il mio angelo cammina come hai fatto vai per le strade cantando di gioia e felicità.. Calpesta quelle strade che nei secoli hanno visto e vissuto esperienze più grandi di te… Guarda il cielo, guardalo perchè ti darà forza come ha fatto con me… Ama,ama,ama ancora perchè un giorno chi non ti ha amata piangerà per aver perso un piccolo angelo… Non ti dico che ti voglio bene, ma che ti amo perchè questo il mio cuore grida per te… Non mi ringraziare si è avverato quello che tu hai detto: un semplice angelo sceso per darti pur per poco felicità… E non mi ringraziare, se lo vuoi fare rimani per il resto dei tuoi giorni la donna quale sei diventata quella che mi ha fatto innamorare di lei… Non cambiare mai,mai e poi mai… Cosi voglio che tu mi ringrazi, solo cosi io ti ringrazierò… E non piangere come io sto facendo bastano le mie per portare i fiumi in piena… Ma sorridi, sorridi te ne prego!!!
Oscar Wilde – “Il ritratto di Dorian Gray.”. 1891
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Oscar Wilde
Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde
(Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) è stato un poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese.
Oscar Wilde
Autore dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma sostanzialmente molto ricercata ed incline alla ricerca del bon mot, con uno stile talora sferzante e impertinente egli voleva risvegliare l’attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione.
È noto soprattutto per l’uso frequente di aforismi e paradossi, per i quali è tuttora spesso citato.
L’episodio più notevole della sua vita, di cui si trova ampia traccia nelle cronache del tempo, fu il processo e la condanna a due anni di prigione per avere violato la legge penale che codificava le regole morali in materia sessuale della sua stessa classe sociale.
Molti i libri scritti sulle sue vicende e sulle sue opere, tra le quali, in particolare, i suoi testi teatrali, considerati dai critici dei capolavori del teatro dell’800.