NERUDA – 388 – L´isola

di | 5 de Marzo de 2014

“Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle. O la croce nera di una nave.
Solo. A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo. Qui ti amo e invano l’orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.”

“Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo. ”

” A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.
La mia vita s’affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.”