” Aveva il manto del color della luna, roseo e dorato, del color della luna sul mare, del color della luna sulle scure foglie dei limoni e degli aranci, sulle scaglie di quei pesci morti che il mare, dopo le tempeste, lasciava sulla riva davanti alla porta della mia casa. Aveva il colore della luna sul mare greco di Lipari, della luna nel verso dell’Odissea, della luna su quel selvaggio mare di Lipari che Ulisse navigò per giungere alla solitaria riva di Eolo, il re dei venti. Del colore della luna morta, poco prima dell’alba. Lo chiamavo Caneluna.”
Un passaggio tratto da “La Pelle”, diCurzio Malaparte , (Adelphi, pagg. 167)
Rispolverando vecchi libri,oggi dedico il post al libro autobiografico di Curzio Malaparte “La Pelle”.
Lo scrittore condanna in un resoconto straziante la vivisezione, di cui resta vittima il suo stesso cane Febo.