“Ma non è vero che hanno paura. Se perdono davvero la testa, se di lei amano tutto, corpo, capelli, labbra, braccia, mani, cervello e cuore, non solo rimangono, ma sono disposti a qualsiasi follia. Fanno chilometri per raggiungerla, riescono a diventare persino romantici. Quando non rimangono, non è per paura. Non stanno scappando. Non gli piaci più. ”
Paola Felice
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TROPPO BELLO QUESTO POEMA
“Te deseo tiempo” di Elli Michler
“No te deseo un regalo cualquiera,
te deseo aquello que la mayoría no tiene,
te deseo tiempo, para reír y divertirte,
si lo usas adecuadamente podrás obtener de él lo que quieras.
Te deseo tiempo para tu quehacer y tu pensar
no solo para ti mismo sino también para dedicárselo a los demás.
Te deseo tiempo no para apurarte y andar con prisas
sino para que siempre estés contenta/o.
Te deseo tiempo, no solo para que transcurra,
sino para que te quede:
tiempo para asombrarte y tiempo para tener confianza
y no solo para que lo veas en el reloj.
Te deseo tiempo para que toques las estrellas
y tiempo para crecer, para madurar. Para ser tú.
Te deseo tiempo, para tener esperanza otra vez y para amar,
no tiene sentido añorar.
Te deseo tiempo para que te encuentres contigo misma/o,
para vivir cada día, cada hora, cada minuto como un regalo.
También te deseo tiempo para perdonar y aceptar.
Te deseo de corazón que tengas tiempo,
tiempo para la vida y para tu vida.”
Elli Michler
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VE LO RICORDATE QUESTO FILM
DA UN BELLISSIMO LIBRO di Laura Esquivel
Come l’acqua per il cioccolato ,
film del 1992 diretto da Alfonso Arau.
(Il titolo allude ad una frase idiomatica spagnola, “como agua para chocolate”, che si riferisce ad una persona in preda alla passione, che è “bollente come l’acqua per fare la cioccolata calda in tazza”.)
È tratto dal libro di una scrittrice messicana Laura Esquivel che adoro.Titolo (Como agua para chocolate).
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Trama[ wikitesto]
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Messico, primi anni del ‘900. Il film racconta l’intensa storia familiare e d’amore di Tita de La Garza. A fare da cornice alle sue vicende sono gli squisiti piatti che la ragazza prepara, infondendoci i suoi sentimenti, con effetti imprevisti.
Tita de La Garza è la minore delle tre figlie di Donna Elena: Rosaura la maggiore, Geltrude la mediana e Tita la più piccola. Tita nasce prematura sopra il tavolo della cucina, attirata dagli odori del cibo e piangendo per la presenza della cipolla. La madre è fredda e autoritaria e non si occupa della figlia perché, dopo la morte del padre, deve occuparsi della fattoria e per Tita l’unica figura materna è Nacha, la cuoca nonché mentore di Tita, dalla quale impara tutti i segreti della cucina, passione in cui la ragazza riversa tutti i suoi stati d’animo.
Da adolescente, Tita si innamora di Pedro da cui è ricambiata. Il suo sogno di sposarlo, però, non può essere esaudito perché la tradizione messicana vuole che la figlia minore debba dedicare la sua vita a occuparsi esclusivamente della madre, durante la vecchiaia. Pedro prende la decisione di sposare Rosaura al solo scopo di avere la possibilità di restare accanto alla sua innamorata. I sospetti di Elena e Rosaura portano la coppia di sposi ad andare a vivere per conto loro, mentre Geltrude fugge di casa con un avventuriero messicano di passaggio. Rosaura e Pedro hanno un bambino, che muore a pochi mesi di vita. La notizia lascia indifferente Elena, ma sconvolge Tita e la fa precipitare in una grave depressione, da cui viene salvata grazie alle cure del medico John, che spinge inoltre Tita a liberarsi dell’assurdo giogo materno.
Elena muore e John e Tita stanno per sposarsi, ma lei non riesce a scordare Pedro e torna alla fattoria. La morte di Elena