Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato…
Sono distese lungo la pianura bianche file di campi,
son come amanti dopo l’avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi…
Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza…
L’inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza..
*****
“O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare… ”
GUCCINI
…………….
-PIER PAOLO PASOLINI(5 marzo 1922,2 novembre 1975)
ALLA MIA NAZIONE
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
FONTE : DAL FACEBOOK >Poesia per sempre
….
Giorgio Gaber – Io se fossi Dio
……
Sophie Zelmani -Stay Whit My Heart [Te busco- Vídeo poema]
……
HELGA MARIA NOVAK
FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE
Finché arrivano lettere d’amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto
…………….
MARINA CVETAEVA (8 ottobre 1892 – 31 agosto 1941)
IO VOLO
Alla mia povera fragilità
guardi senza sprecar parole.
Tu sei di pietra, ma io canto.
Tu sei un monumento, ma io volo.
Io so che il più tenero maggio
all’occhio dell’Eternità è nulla.
Ma io sono un uccello e non incolparmi
se una facile legge m’è imposta.
…………….
Non piegarla, non annacquarla;
non cercare di farla sembrare logica,
non cambiare la tua propria anima
seguendo la moda. Piuttosto, segui
spietatamente le tue più intense ossessioni.
– Franz Kafka –