Mi princesa, mi nieta preciosa quanto mi ricorda me da piccola.
Mentre usciamo dalla scuola mi dice -Aspetta nonna-, e si ferma a salutare un ragazzino più grande di lei che è fermo vicino all’auto della madre,appena uscito da scuola e già col cellulare in mano. La guardo ,mentre la mia principessa saluta il ragazzino, lui accenna un saluto senza staccare gli occhi dal cellulare.
Sempre così succede bambina mia ,voliamo sempre in alto ma poi se non riceviamo nulla in cambio ci rattristiamo.
Succedeva a me, ero tredicenne quando ho conosciuto tuo nonno che aveva già sedici anni.Lo sai …mi rivedo nelle domeniche assolate arrampicata a quel cancello del campo sportivo per vedere quel ragazzo che mi faceva sobbalzare il cuore con un solo sguardo.
Io e le mie calzine bianche,io e le mie insicurezze e lui con la schiera di ragazze con le gonne corte e le calze di nylon
Ma anche in altre cose mi rassomigli tesoro mio,penso mentre ascolto come ogni giorno il resoconto della mattinata a scuola.
La bimba pestifera che le ha sputato nel piatto facendola vomitare,l’assistente che la obbliga a mangiare il puree di verdura che lei odia,mi ricordo quei giorni alla mensa scolastica ,quella vipera che mi stava addosso e non potevo lasciare nulla nel piatto…adesso si parla tanto di “acoso escolar” ,ma anche ai miei tempi esisteva questo problema ed emergeva proprio nelle scuole.
E poi,l’ora di ricreazione nell’immenso ed ahimé,incontrollabile cortile della scuola…e ogni giorno la mia adorata bimba se ne esce con un’ammaccatura o un graffio ,ma anche lei ha il principe azzurro pronto ad affrontare qualsiasi nemico per la sua principessa, che la difende quando proprio si mette male la cosa. Il problema è che a lei piace giocare con i bimbi più grandi e non con le bimbe della sua età e i bimbi della sua età.
Già,proprio come me! Mi ricordo i pianti …io ero l’indiana catturata ,quel bimbo quel giorno impersonava lo sceriffo cattivo ,aveva delle manette giocattolo e mi aveva imprigionata contro a uno dei pali della biancheria nel cortile di casa sua,o l’altro pestifero che mentre le nostre mamme in casa si rilassavano chiacchierando tranquille ,questo senza una ragione plausibile mi pestava… e poi quando con uno spintone mi ha fatto sbattere su uno spigolo della scala esterna,con conseguente shock e 4 punti di sutura,beh…finalmente mia madre ha capito che non poteva piacermi per forza il bimbo della sua amica. E pensare che questo bimbo è diventato un uomo dolcissimo e simpaticissimo,succedono certi mracoli a volte.E sì, mia adorata nipote ,se non cambi compagni di gioco,se non torni a rivalutare le amicizie con le tue compagne/compagni di classe ,ti ritroverai come me con qualche cicatrice incancellabile per tutta la vita…che poi è solamente la prima di tante che verranno a segnare il cuore ,non solo la pelle. Bimba mia, che fortuna che hai solo sette anni…