Avrò notizie di te se entro nel sole.
Nel magma dei vulcani coglierò il tuo colore.
Ti cercherò nel fondo degli abissi, nel mormorio del vento.
T’ascolterò adagiati sulla luna,
ci parleremo, ci culleremo nell’occhio del ciclone,
Perché nel mondo dei sogni
io t’ho incontrato…
Paul Eluard
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Uno si costruisce grandi storie,
questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono, e inverosimili,
se le porta addosso,e basta.
Si è anche felici, di cose del genere.
Felici. E potrebbero non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico,
tac, senza nessuna ragione,
si rompe d’improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai
tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,
ma davanti,
come fosse la follia di un altro,
e quell’altro sei tu.
Tac. Alle volte basta un niente.
Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello.
(Alessandro Baricco, da “Oceano Mare”)
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Avrei voluto essere quell’abbraccio in cui desiderava perdersi, protetta e libera di lasciarsi andare
(Fabio Volo – Il giorno in più)
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