BLOG – L´isola

di | 16 de Luglio de 2017

“La paura del pericolo è diecimila volte più spaventosa del pericolo vero e proprio, quando si presenta di fatto davanti ai nostri occhi;e l’ansia è una tortura molto più grave da sopportare che non la sventura stessaper la quale stiamo in ansia.”

(Daniel Defoe)

Il poeta Walt Whitman scriveva: “Quando i lillà fioriranno, l’ultima volta, nel prato davanti | alla casa | E il grande astro nel cielo d’occidente calava presto la | sera | Io ero in lutto, e sempre lo sarò, ogni volta che torni | primavera. | Primavera che sempre ritorni, sempre mi porterai | questa triade, | i lillà perennemente in fiore, l’astro che tramonta ad | occidente | Ed il pensiero di colui che amo.”

Fonte: ( Quando i lillà)

“- Sono momenti di completa follia, quando proviamo un’intensa passione per una donna. Non vediamo nulla. Non pensiamo a nulla. Solo a possederla. Chiamalo pure brutale, bestiale, quello che vuoi.- Temo che questo desiderio così forte e irresistibile di possedere una donna non sia amore.- Non è mai esistito un uomo sulla terra che non provasse il desiderio di possedere – intendo possedere carnalmente – la donna che ama. E’ legge di natura.- E che significa per me? E’ una legge che ho votato?- Ma, se ami… Cos’altro è?- Desiderare il suo bene. ”

James Joyce (1882-1941)xiles (Atto II)Casey Bough, Notturno

Traduzione G. Bernuzzi

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“- …il bello di Kafka è che non lo perdi più. Quando ti sei tuffato nella sua opera non la dimentichi. … Kafka non era solo un grande scrittore, era anche un uomo eccezionale. …… Mai sentita la storia della bambola? …… Tutti i pomeriggi Kafka va a fare una passeggiata nel parco. Generalmente lo accompagna Dora. Un giorno incontra una bambina in lacrime, che singhiozza da farsi scoppiare il petto. Kafka le chiede che cosa c’è che non va e la bambina risponde che ha perso la sua bambola. Lui subito comincia ad inventare una storia per spiegarle l’accaduto. “La tua bambola è andata a fare un giro”, le dice. Lei gli chiede: “E tu come lo sai?” “Perché mi ha scritto una lettera”, le risponde Kafka. La bambina sembra sospettosa. “Ce l’hai qui?” gli domanda. “No, mi spiace, -fa lui. – “L’ho lasciata a casa per sbaglio, ma domani la porterò con me”. E’ così convincente che la bambina non sa più cosa pensare. Possibile che quell’uomo misterioso stia dicendo la verità?Kafka torna subito a casa per scrivere la lettera. Si siede a tavolino e Dora, osservandolo mentre scrive, nota la stessa serietà che mostra quando sta componendo la sua opera. Non vuole prendere in giro la bambina. Questa è una vera fatica letteraria, e lui è deciso a compierla nel migliore dei modi. Se riuscirà a presentare alla bambina una una bugia bellissima, e convincente, sostituirà la bambola perduta con una realtà diversa: falsa, forse, ma veritiera e credibile secondo le leggi della narrativa.L’indomani Kafka si precipita al parco con la lettera. La bambina lo sta aspettando, e dato che non ha ancora imparato a leggere gliela legge lui ad alta voce. La bambola è molto spiacente, ma si è stancata di vivere sempre con le stesse persone. Ha bisogno di muoversi e vedere il mondo, di fare nuove amicizie. Non è che non voglia bene alla bambina, però desidera cambiare aria, perciò dovranno separarsi per qualche tempo. Infine la bambola promette che scriverà alla bambina ogni giorno e la terrà al corrente di quello che sta facendo.E’ da qui che la storia comincia a farmi venir voglia di piangere. Già è incredibile che Kafka si sia preso il disturbo di scrivere quella prima lettera, ma ora si dedica al progetto di scriverne una una nuova ogni giorno… al solo scopo di consolare la bambina, che fra l’altro per lui è una perfetta estranea, un esserino incontrato per caso un pomeriggio in un parco. Che tipo di uomo fa una cosa simile? E, Nathan… è andato avanti per tre settimane. Tre settimane. Uno degli scrittori più geniali che siano mai vissuti ha sacrificato il suo te