I MODI -GIULIO ROMANO – L´isola

di | 5 de Giugno de 2017

Era el año de 1524 cuando Raimondi publicó I modi (también conocido como Los dieciséis placeres), basado en una serie erótica de Giulio Romano.
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I Modi, Giulio Romano

I Modi (conosciuti anche come Le sedici posizioni o con il titolo latino De omnibus Veneris Schematibus) sono un famoso libro erotico del Rinascimento italiano, contenente sedici incisioni che rappresentano in modo esplicito una serie di posizioni sessuali.

L’edizione originale venne creata dall’incisore Marcantonio Raimondi (il quale basò le sue 16 immagini di posizioni sessuali su una serie di dipinti erotici che Giulio Romano aveva realizzato su commissione di Federico II Gonzaga, il quale le avrebbe utilizzate per adornare il Palazzo del Te a Mantova).
Le incisioni vennero pubblicate dal Raimondi nel 1524 ma, in seguito alla sua cattura per ordine di Papa Clemente VII, esse vennero radunate e bruciate totalmente. Giulio Romano venne a conoscenza delle incisioni solo quando il poeta Pietro Aretino giunse per vedere i dipinti originali, mentre Romano stava ancora lavorando alle opere. Aretino, in seguito, compose 16 espliciti sonetti per accompagnare i dipinti/incisioni, garantendo al Raimondi il rilascio dalla prigione.

I Modi venne pubblicato nuovamente nel 1527, stavolta insieme ai poemi e ai dipinti; in questa edizione testo e immagini si ritrovarono combinati, sebbene la censura pontificia più di una volta s’impadronì di tutte le copie che riuscì a trovare. In questa occasione, Raimondi scappò dalla prigione, ma la soppressione delle opere venne man mano estesa. Le copie non originali di questa edizione sopravvissero, ad eccezione di pochi frammenti nel British Museum, e due copie della posizione 1.
Una, probabilmente stampata, copia con sommarie illustrazioni in xilografia, stampata a Venezia nel 1550
e rilegata insieme ad alcuni testi contemporanei venne scoperta nel 1920 circa, contiene 15 delle 16 posizioni.

SOGGETTI
Diversi elementi dell’opera suggeriscono una conoscenza erudita dei testi classici, in quanto tutte le coppie ritratte appartengono al mondo greco o romano e spaziano dalle divinità (Giove e Giunone) a celebri amanti (Antonio e Cleopatra). L’artista ha dunque celato l’aspetto osceno, affiancando ad ogni personaggio i suoi tradizionali attributi, come ad esempio:
La sfrenatezza e lo sfarzo dei banchetti di Cleopatra, abbandonati in basso a sinistra rispetto alla scena amorosa.
Le armi di Achille, anch’esse abbandonate in basso a sinistra.