HO CHIAMATO QUESTA MIA PAGINA ORME DI NEVE

di | 19 de Marzo de 2017

Da quelle orme lasciate da mio padre sulla neve delle steppe della Russia per ritornare in Italia… è da lì che inizia la storia.

DAL MIO DIARIO DEL DICEMBRE 2007

Da quella guerra mio padre tornó, si costruí una famiglia e quando venni al mondo, mi volle dare il nome di quella ragazza che lá, in quella terra straniera,
durante la guerra in Russia, gli salvó la vita.

Tra pochi mesi, me ne andrò per sempre dalla mia terra, porterò con me solo i bei ricordi.

Questo é l’autunno piú bello che io ricordi, i colori non sono mai stati cosí intensi,
l’aria non é mai stata cosí dolce e ancora non é arrivato il grande freddo.

Qualcuno stá bruciando i rametti e le foglie in giardino, l’odore del fumo si mescola ai profumi che ci sono nell’aria. Poi Il soppraggiungere della sera, la luce che sfuma silenziosa, lenta e magicamente si dissolve, dal camino della mia casa il fumo sale e spande attorno, l’odore buono di legna bruciata e con la mente ritorno bambina, e vedo mio padre che viene a casa e dalle reti da pesca, tira fuori gamberi di fiume, li butta nella brace, li ricopre con altra brace, poi quando sono color rosso fuoco, li porta in tavola e ce li mangiamo felici di quella pesca insolita che l’amico fiume Po ci regala.

DICEMBRE

Stanca del buio delle mie brevi notti, spalanco le persiane, l’aria é pungente sul mio viso vedo il cielo stellato, illuminato da uno spicchio di luna, piú in lá la stella polare indica il Nord a chi si é perso.

La terra é coperta da un manto lucido di ghiaccio, poi l’aurora con i primi raggi di sole, e il profumo della clorofilla che si sprigiona dai pini al di lá della mia strada, respiro a pieni polmoni, l’aria piena di ossigeno entra dentro, libera la mia mente e per un attimo anestetizza il mio dolore.

Questo é l’ultimo inverno per me, quí nella terra in cui sono nata, la prossima primavera, saró sulla mia isola, mia nuova Patria, respireró il profumo di salsedine che mandano le onde dall’oceano, lui mi proteggerá contornando le spiaggie tutt’attorno all’isola e nessun dolore arriverá piú a ferire ancora il mio cuore.

Porteró con me il ricordo del profumo delle mie rose e dei giacinti a primavera,
dei tigli al confine con la mia casa, dei fiori della pianta di limoni e li, vicino al cancello, quello del gelsomino misto a quello delle delicate serenelle e di notte dai cespugli delle” belle di notte” un profumo magico.

Porteró negli occhi, il mio giardino d’estate, i gladioli che mio padre aveva piantato, al momento giusto, perché fiorissero ogni anno a luglio per il mio compleanno.

E il profumo di frutta matura sugli alberi sotto al sole e in autumno il profumo dell’ultima uva non raccolta, sulla vite di mio padre, nelle giornate ancora calde.

É sera ormai, con le prime nebbie, il profumo di resina bruciata esce dal camino che qualcuno giá accende, stó seduta davanti al fuoco che mi accompagnerá nelle braccia di Morfeo.

I grandi ceppi di legna dolce scaldano il mio cuore.

Nadia Mazzocco

NOTA DELL’AUTRICE: Chiedo venia,scusate errori di punteggiatura e di ortografia,l’esperienza della scrittura si fa scrivendo,sono migliorata in questi dieci anni,ma sono troppo stanca per correggere tutte le pagine infinite che ho scritto.

Buona domenica a chi passa