Un sonetto di Bramante
“Voglio amarti adesso
Prima che le luci spengano
negli occhi la loro evanescenza
Prima che l’inquieto fiume trasbordi
e ammagli del tutto il cuore
Prima che la pioggia tocchi la sabbia
e sparisca come spariscono le urla nel deserto
Prima che ogni lacrima abbia la sua croce.
Voglio vedere il tuo respiro fermarsi
Voglio dormirti dentro e sognarti
Volare sulla tua immacolata pelle
e sbottonarti l’ultimo pudore
Fuggire dal mondo e dal suo rumore
Prima che gli inverni senza luce
gelino le labbra prima dei baci
Prima che il vento trovi spifferi in cui fischiare
e mi distragga dal frumento dei tuoi occhi
che diventi pane ogni giorno per sfamarmi
Prima che il mare copra le nostre impronte
o un gabbiano si stacchi dal tramonto
o che i gigli diventino vermigli.”
Data di nascita: 1444, Fermignano
Data di morte: 11 marzo 1514, Roma
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Leggevo questo sonetto del Bramante e mi ha fatto pensare
a quanto successo avrebbe riscosso in questi nostri tempi
di amori-cibernetici e di vita virtuale.
Ma cos’è poi il virtuale? Un mascherarsi per nascondere l’inquietudine profonda che ci danno le nostre insicurezze,un luogo in cui creiamo le nostre fantasie…una ricerca frenetica per combattere una irrequieta solitudine del cuore,una strategia degli amanti per superare distanze insuperabili ,uno struggente desiderio di amore ,una soluzione alla noia…una cruda realtà o una speranza?