IZET SARAJLIĆ

di | 5 de Aprile de 2016

Oggi mi sono emozionata nel leggere i poemi
di Izet Sarajlić.
Sì, mi sono commossa fino alle lacrime leggendo
della sua vita e le sue poesie… poesie che parlano dell’amore all’amata moglie.

Kiko ,così lo chiamavano gli amici,
scriveva: “quando sono lontano da te
a ogni momento qualcuno può gettare
una bomba fra noi”.

e leggete questa

“Nessuna tu”

Tante donne
e nessuna tu.
A Sarajevo
duecentomila donne
e nessuna tu.
In Europa
duecento milioni di donne
e nessuna tu.
Nel mondo
due miliardi di donne
e nessuna tu.”

Izet Sarajlić

LA DEDICA alla moglie Mikica

“Ti dedico i miei occhi, le mie labbra, i miei denti.
Le poesie? Che te ne fai delle mie poesie scritte perchè
non sapevo tacere?
Che te ne fai delle mie poesie che non ti possono amare?
Com’è bello che non siamo né uccelli né devoti all’imbrunire
e non abbiamo le ali ma le braccia.
L’ultima cosa che ci attende non può essere la nostra morte,
perché i desideri del nostro sangue da qualche parte devono
continuare.
Tu sei una donna piccola, tu sei una piccola donna, e un immortale agosto ti ha portato nelle mie ballate.

Resta col mio ti Amo che sopravviverà a tutte le mie
lamentevoli nenie, a tutte le mie trasformazioni.
Resta accanto ai miei occhi.
Sopravviveremo a noi stessi, non solo nel tumulo delle
nostre tombe, perchè abbiamo saputo, abbiamo saputo, teneri
e superbi, fuggendo dai coltelli e dalle granate, uccidere gli angeli
in noi, continuando a restare angeli.”

Izet Sarajlić

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Video con poesie di Izet Sarajlić
musicate e interpretate da Erri De Luca e Gianmaria Testa.

“Nessuna tu” e ” Abbracciati”

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Il suo libro”Chi ha fatto il turno di notte”
con prefazione di Erri De Luca.

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Kiko diceva:
“chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti”

Scriveva versi per una città, Sarajevo.
Dicono che i suoi versi ripetuti a memoria dalla gente
di Sarajevo.

Izet Sarajlić è uno dei grandi poeti del secondo Novecento,i suoi versi sono dedicati all’amore, alla morte, all’arte ,ma anche alla “poesia civile” con temi che riguardano l’intera comunità,poesie su quegli anni tremendi,Izet Sarajlić ha attraversato due guerre sanguinose, la seconda mondiale e quella della ex Jugoslavia.
Il Poeta l’ha vissuta sulla sua pelle la guerra in Bosnia (successiva allo scioglimento della Jugoslavia) e negli anni di assedio di Sarajevo ,il più lungo assedio che la storia contemporanea ricordi,
lui ha condiviso il dolore con la sua gente ,ha condiviso la fame e le code per avere l’acqua o la farina…in coda per il pane,ha condiviso la paura ascoltando il fischio d’una granata ,ma senza mai fuggire da quella città assediata.

Scriveva “In questa tristezza che ci opprime entrambi,
e io piango, piango, piango,
perché sono tempi duri per l’amore, sempre più duri”.

E ne uscí vivo da quella guerra, assieme alla figlia Tamara
e alla moglie Mikica.

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ALTRE POESIE
DI Izet Sarajlić

“I nostri avi ci hanno lasciato in eredità
degli Schonbrunn, dei Palazzi d’Inverno,
dei Ponts Charles,
delle Piazza San Marco,
senza menzionare
i Westminster
che rappresentano
i drammi di Shakespeare,
i romanzi di Tolstoi
o la “suite n. 3” di Bach.

E noi altri,
cosa lasceremo in eredità
ai nostri discendenti?

Degli snack-bar,
delle stazioni di servizio,
dei garages,
e qualche anti-romanzo.”

Izet Sarajlić

“Sarajevo” di Izet Sarajlić

“E adesso dormano pure tutti i nostri cari e immortali.
Sotto il ponte presso il II liceo femminile gonfia la Miljacka scorre.
Domani è domenica. Prendete il primo tramway per Ilidža.
Naturalmente nell’ipotesi che non cada la pioggia.
La noiosa lunga pioggia di Sa