AIUTATI CHE DIO TI AIUTA! – L´isola

di | 4 de Luglio de 2015

“Il trambusto in una casa
è l’attività più solenne
che si svolga sulla terra
il mattino che segue la morte.
Si spazzano i cocci del cuore
con cura si ripone l’amore
che non vorremmo più usare
fino all’eternità.”

(Emily Dickinson)

FUERTEVENTURA DIARIO

1 Nov 2008 -10:51:am

Sono venuta a vivere quí portandomi dietro un bagaglio di dolori…non si riesce ad elaborare un lutto totalmente,
impossibile poi rassegnarsi a tutti quegli eventi dolorosi e sventurati.
Dal 1994 al 2007 la mia vita è stata un continuo susseguirsi di dolori e lutti.

Sono stata schiacciata
da quel mio sentirmi inutile
di fronte a “mostri”
come il cancro
le malattie e la morte
Il passato ti ritorna addosso
che tu lo voglia o no
Ho ricordi di funerali
di abbracci e strette di mano
che ricambiavo riconoscente
ma tutto si svolgeva
in quel silenzio ovattato
della mente
imbottita di tranquillanti
Solo le lacrime
uscivano ininterrottamente
dai miei occhi
ma le labbra
rimanevano mute
intrappolate
in qualche angolo della gola
Sono addii che
ti lasciano crepe nel cuore
per sempre

Ma che cazzo ne sapete voi,i grandi “luminari della psicologia”???
Caro il mio Freud e voi che mi venite a parlare di “elaborare”…oddio,in questi anni quanti libri mi sono letta nelle notti infernali!
E non chiedetemi se vedo una luce in fondo al tunnel,
ma che cazzo me lo chiedete a fare quando anche solo il ricordo di una perdita di chi non c’è più è un fiume che ogni volta straripa e rompe gli argini che hai cercato di costruire.
Non mi è servito a niente alzare barriere,avete capito!
Ma solo a rendermi più rabbiosa contro un destino
che mi ha tolto quasi tutto.

Tutto resta
dentro al cuore sommerso
in un oceano di tristezza
e non è facile superare
una…due…tre volte
la depressione
Una…Due…Tre…
poi ho smesso di contare
e lentamente risorgevo
come la fenice
Sì risorgevo
ma con un pezzo di cuore
in meno ogni volta

E ti vesti di nero
perchè quello
è l’unico colore
che l’anima riconosce
E te ne stai rintanata in casa…
non vuoi vedere nessuno…
e che nessuno ti chieda niente
Trincerata
dietro un muro di silenzio
vivi imbottita di antidepressivi
ansiolitici e fiori di Bach
Ma quando passa l’effetto
ti senti come uno specchio rotto
e sei la sola a sapere
che ci “vuoi stare dentro al tuo dolore”
per espiare colpe che non hai
da brava masochista quale sei
Solo le mura di quella casa
attutivano le mie urla
come un animale selvaggio
di notte camminavo su e giú
in quella casa
oramai quasi vuota di affetti
sopportavo solo lo sguardo pietoso
di quelle povere bestiole

Oh Mio Dio!Quanto mi aiutava la presenza della mia Dana e della mia micia,sarei impazzita senza quei due angeli custodi sempre al mio fianco.

Nel giugno 2007,l’ultimo colpo mortale
inflittomi dal destino
e allora nemmeno l’aiuto della giovane psicologa
era servito ,ma la ricordo con affetto
almeno mi rilassavo… era una valvola di sfogo.

Aprivo le porte dell’anima
ed era come un respiro lungo
che lentamente si affacciava
tra le mie labbra
perché quando hai il cuore
traboccante di dolore atroce
per fermare quel terremoto
che si sta smuovendo dentro
quando rimani da sola con te stessa
ad affrontare tutto questo
trattieni il respiro
per non sentire…
Respiri lo stretto necessario
per sopravvivere