“Ho lottato, è molto: credetti poter vincere (ma alle membra venne negata la forza dell’animo) e la sorte e la natura repressero lo studio e gli sforzi. È già qualcosa l’essersi cimentati; giacché vincere vedo che è nelle mani del fato. Per quel che mi riguarda ho fatto il possibile, che nessuna delle generazioni venture mi negherà; quel che un vincitore poteva metterci di suo: non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preferito una morte animosa ad un’imbelle vita.”
[Pugnavi, multum est; me vincere posse putavi, (Quando animo virtus fuit illa, negata lacertis) Et studium et nixus, sors et natura repressit. Est aliquid prodisse tenus; quia vincere fati In manibus video esse situm, fuit hoc tamen in me Quod potuit, quod et esse meum non ulla negabunt Secla futura, suum potuit quod victor habere: Non timuisse mori, simih cessisse nec ulli Constanti forma, praelatam mortem animosam Imbelli vitae.]
Giordano Bruno