Chi mi parla non sa
che io ho vissuto un’altra vita
come chi dica una fiaba
o una parabola santa.
Perché tu eri la purità mia,
tu cui un’onda bianca
di tristezza cadeva sul volto
se ti chiamavo con labbra impure,
tu cui lacrime dolci
correvano nel profondo degli occhi
se guardavamo in alto –
e così ti parevo più bella.
O velo tu della mia giovinezza,
mia veste chiara,
verità svanita
o nodo lucente di tutta una vita
che fu sognata , forse
oh, per averti sognata,
mia vita cara,
benedico i giorni che restano
il ramo morto di tutti i giorni che restano,
che servono per piangere te.
Antonia Pozzi