“Mi sembra uguale…”
Mi sembra uguale agli dèi
l’uomo che ti siede di fronte,
e da vicino ascolta la tua
voce dolce,
il fascino del tuo riso. A me questo
sconvolge il cuore nel petto;
ti vedo appena e non mi riesce
più di parlare,
la lingua si spezza, un fuoco sottile
mi corre sotto la pelle,
gli occhi non vedono più, le orecchie
rimbombano,
mi prende un sudore gelido, mi afferra tutta
un tremito, e sono più verde
dell’erba, e sembro a me stessa vicina
a morire.
Ma tutto si può sopportare […]
Saffo, Frammento 31 Voigt
590 – 570 a. C
(traduzione di Guido Paduano)