THE UNENDING ROSE

di | 27 de Ottobre de 2013

“La blancura del sol

puede ser tuya

o el oro de la luna

o la bermeja firmeza de la espada..

Soy ciego y nada sé, pero preveo

que son más los caminos.

Cada cosa es infinitas cosas.

Eres música, firmamentos, palacios, ríos,

ángeles, rosa profunda, ilimitada,

íntima que el Señor mostrará

a mis ojos muertos.”

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The unending rose è una poesia di Jorge Luis Borges.

È l’ultima dell’opera >La rosa profonda(La rosa profunda, 1975),ed è dedicata a Susana Bombal.

Borges immagina il mistico medievale Farid al-Din Attar di Nishapur ,parlare ormai vecchio con una rosa, dirle della sua sfera, del suo peso, del suo profumo, nel sogno di un bimbo o nei colori dell’orizzonte del suo giardino.

Attar è vecchio e cieco, come il poeta, ma rivede nella rosa infinite cose e infinite strade,concludendo:

« […] Sei musica,
Firmamenti, palazzi, fiumi, angeli,
Rosa profonda, illimitata, intima,
Che Dio indicherà ai miei occhi morti»

La chiave di interpretazione borgesiana è data nel prologo della raccolta, dove è spiegato il ruolo e la missione della parola-simbolo e di ogni verso:

« Due doveri avrebbe ogni verso: comunicare un fatto preciso e toccarci fisicamente,
come la vicinanza al mare.¨

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da Wikipedia