Luciana Littizzetto con una delle specialità del suo repertorio: prendere per i fondelli il genere maschile.
“Prova a dire ti amo? C’è più amore negli occhi di una lucertola che nei tuoi. Si perché voi maschi, cara altra metà della mela, quella col verme… fate fatica a dire ti amo. Lo dite solo in caso di estrema necessità. Come è scritto negli armadietti di vetro degli estintori… Dite dei surrogati. Dei derivati del ti amo che fanno danni come i derivati delle banche!”
“Dite delle cose tipo: sei molto importante per me. E cosa vuol dire molto importante? Anche non pestare una cacca di cane prima di portare le scarpe dal calzolaio è molto importante, ma non è mica la stessa cosa che dire ti amo,” incalza Luciana. “Dite cose tipo: mi fai stare bene. Ma mi fai stare bene lascialo dire a Biagio Antonacci! Dillo al tuo medico Shiatsu quando ti schiaccia i piedi per metterti a posto la cervicale. Oppure sprecate quelle parole tipo tesoro, meraviglia, splendore. Ma splendore cosa? Guardami. Splendo? Non sono mica una plafoniera? Ma dite ti amo, pezzi di cretini!”
“Dire una volta ti amo non crea né impotenza né assuefazione. Poi il bello è che non capite nulla anche quando siamo noi a dirvi parole d’amore. Se vi diciamo cose romantiche tipo: amore, guarda che luna! Voi rispondete: minchia l’una? Pensavo fossero le undici. Andiamo che mi è scaduto il parcheggio. Ma noi vi amiamo lo stesso. Cosi come siete…Vi amiamo anche quando… vi vantate di aver scritto il vostro nome facendo pipì sulla neve.”
“Vi amiamo anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli. Vi amiamo anche se per trovarvi per casa basta seguire le tracce come per gli animali selvatici. Giacca, camicia, canotta, tutto lasciato per terra finché sul divano non trovi un tizio con la felpa della Sampdoria che gioca alla Playstation.
Vi amiamo quando per fare un caffè ne spargete un quarto sul tappetino e due quarti sul gas. E poi dite che viene leggero.
Vi amiamo quando avvitate la caffettiera fino allo spasimo che per aprirla dobbiamo chiamare i pompieri, e poi non chiudete i barattoli, appoggiate solo il coperchio sopra così appena lo prendi cade tutto.
Vi amiamo quando sparecchiate la tavola con la tecnica del discobolo, mettendo in frigo la pentola della minestra che poggia su due mandarini.
Vi amiamo quando a Natale scavate il panettone con le dita, quando per farvi un caffè sporcate la cucina che neanche 10 Benedette Parodi… e pure quando per farvi la doccia allagate il bagno e lasciate la malloppa di peli nello scarico, che sembra di stare insieme a un setter irlandese!
Vi amiamo quando diciamo voglio un figlio da te e voi rispondete: “Magari un cane?” E noi vorremmo abbandonare voi in autostrada non il cane.
Vi amiamo quando andate a lavare la macchina e ci chiudete dentro coi finestrini aperti,
Vi amiamo quando fate quelle battute tipo prima di fidanzarti guarda la madre, perché la figlia diventerà cosi, voi no. Voi spesso siete pirla fin da subito”.
“È per amore vostro che facciamo finta di addormentarci abbracciati anche se dormire sul vostro omero ci dà un po’ la sensazione di appoggiare la mandibola su un ramo secco di castagno.
E vi amiamo anche se considerate come dogma assoluto che l’arrosto della mamma è più buono di quello che facciamo noi. Il creatore non ha detto: e la suocera fece l’arrosto fatelo sempre cosi in memoria di me! Insomma, noi vi amiamo anche quando date il peggio, vi amiamo nella buona ma soprattutto nella schifosa sorte. Vi amiamo perché amiamo l’amore che è un apostrofo rosa tra le parole: è irrecuperabile ma, quasi quasi, me lo tengo.”
ECCO UNA VERSIONE PRESSOCHÈ UGUALE DEL MONOLOGO
DI LUCIANA SEMPRE DA INTERNET
Si perché voi maschi, cara altra metà della mela…
quella col verme.. fate fatica a dire ti amo. ..
Lo dite solo in caso di estrema necessità…
Ma dite ti amo..pezzi di cretini!
Se la prima volta vi vergognate
mettete