HAWKING

di | 28 de Settembre de 2013

Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942) è un matematico, fisico e cosmologo britannico, fra i più importanti e conosciuti del mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri.

Concezione religiosa

Stephen Hawking è ateo. Egli infatti sostiene che Dio non può conciliarsi con la scienza, e non è correlato col nostro mondo. Nello stesso articolo, più correttamente, si dichiara Hawking è un agnostico. Non specifica mai se crede o meno in Dio o in un’altra entità superiore.:”Nel suo ultimo libro, The Grand Design, scritto insieme al fisico Leonard Mlodinow, ha elaborato una teoria cosmologica che intende spiegare l’origine dell’universo, il quale, come dichiara lo scienziato in un’intervista sul Times “non è stato creato da Dio”. Anche riguardo al rapporto tra religione e scienza, Hawking sostiene che non siano conciliabili, in quanto come ha dichiarato sempre sul Times: “c’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.”Dice Carl Sagan nella prefazione al libro di Hawking “Dal big-bang ai buchi neri”, che “Hawking sta tentando, come afferma esplicitamente, di capire la mente di Dio”. Questa affermazione contraddice l’affermazione della non esistenza di Dio, anzi, ne presuppone l’esistenza.

Pur essendo condannato all’immobilità dall’atrofia muscolare progressiva (e non, come si è pensato per lungo tempo, dalla sclerosi laterale amiotrofica), ha occupato la cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge (la stessa che fu di Isaac Newton) per trent’anni, dal 1979 al 30 settembre 2009. È membro della Royal Society, della Royal Society of Arts, della Pontificia Accademia delle Scienze

Nel 2009 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d’America, conferitagli dal presidente Obama.

Stephen Hawking nasce, come ama ricordare, a 300 anni esatti dalla morte di Galileo Galilei, avvenuta l’8 gennaio 1642, nello stesso anno della nascita di Isaac Newton, e già durante l’infanzia manifesta l’interesse per l’universo, alimentato dalle discussioni con i compagni e gli amici.

« Una delle cose di cui parlavamo era l’origine dell’universo e se ci fosse stato bisogno di un Dio per crearlo e per metterlo in movimento. Avevo sentito dire che la luce proveniente da galassie lontane è spostata verso l’estremo rosso dello spettro e che questo fatto dovesse indicare che l’universo è in espansione (uno spostamento verso l’azzurro significherebbe che esso è in contrazione). Ero sicuro che dovesse esserci qualche altra ragione per lo spostamento verso il rosso. Forse nel suo viaggio verso di noi la luce si affaticava, e quindi si spostava verso il rosso. Sembrava molto più naturale un universo essenzialmente immutabile ed eterno. »

All’età di tredici anni viene colpito da una serie di febbri ghiandolari, che a parere dei medici rappresentano solo scompensi propri della crescita. Successivamente, durante il periodo universitario, inizia ad avvertire i primi sintomi della malattia che lo affliggerà negli anni a venire, ma ciò non influisce sul corso degli studi, che vede il conseguimento, a vent’anni, della laurea e la prosecuzione dello studio dei buchi neri, della relatività e dell’origine dell’universo.

Poco dopo il suo arrivo a Cambridge nel 1963, le crescenti difficoltà ad usare le mani lo convincono a sottoporsi ad accertamenti (vengono eseguite una mielografia e una biopsia muscolare), che portano alla diagnosi di una malattia degenerativa dei motoneuroni che ne compromette la funzione di governo della contrazione muscolare (in particolare si pensa allora alla sclerosi laterale amiotrofica. Egli tuttavia prosegue gli studi e successivamente sposa Jane Wilde, dalla quale avrà tre figli.

Nel periodo che va dal 1965 al 1970 elabora alcune teorie che spiegano l’evoluzione dell’universo. Nel 1970 compie studi sui buchi n