Volata sei,
fuggita come una colomba
e ti sei persa, là, verso oriente.
Ma sono rimasti i luoghi che ti videro
e l’ore dei nostri incontri.
Ore deserte,
luoghi per me divenuti
un sepolcro a cui faccio la guardia.
Vincenzo Cardarelli
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“Scrivi. Carta e penna fanno miracoli. Curano i dolori, consolidano i sogni, restituiscono la speranza.”
(P. Coehlo)
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Senza un temporale di tanto in tanto, come faremmo ad apprezzare i giorni di sole?
(Kevin Alan Milne)
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Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano ma nell’intensità con cui vengono vissute,
per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili.
(F. Pessoa)
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Sparirà con me ciò che trattengo, ma ciò che avrò donato resterà nelle mani di tutti.
Tagore)
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Non credo a tutti quelli che mi dicono “ti voglio bene” ormai questa frase ha perso di valore, tutti lo dicono ma nessuno fa nulla per dimostratelo che quel bene è reale.
Credo invece a chi ogni giorno mi poggia la mano sul braccio
e mi sussurra “tranquilla, ci sono io”!
E poi mi abbraccia come nessuno ha mai fatto.
Monica Cannatella
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Per trovare la pace interiore,
pratica il non-attaccamento: sii consapevole
che niente e nessuno ti appartiene veramente.
(Swami Kriyananda)
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POESIE DI NERUDA
Abbiamo perso
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l’anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l’amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
*
Sto segnando da tempo …
Sto segnando da tempo con croci di fuoco
l’atlante bianco del tuo corpo.
La mia bocca era un ragno che passava nascondendosi.
In te, dietro te, timorosa, assetata.
Storie da raccontarti sulla sponda della sera,
perché tu non sia triste, bambola triste e dolce.
Un cigno, un albero, qualcosa che è lontano e gioioso.
La stagione dell’uva, la stagione matura e piena di frutti.
Io che ho vissuto in un porto e da lì ti amavo.
La solitudine solcata di sogno e di silenzio.
Rinchiuso tra il mare e la tristezza.
Silenzioso, delirante, tra due gondolieri immobili.
Tra le labbra e la voce, qualcosa va morendo.
Qualcosa che ha ali d’uccello, fatto d’angoscia e d’oblio.
Così come e reti non trattengono l’acqua.
Bambola mia, restano solo gocce tremanti.
Eppure, qualcosa canta tra queste parole fugaci.
Qualcosa canta, qualcosa sale fino alla mia avida bocca.
Oh poterti celebrare con tutte le parole della gioia.
Cantare, bruciare, fuggire, come un campanile nelle mani di un folle.
Mia triste tenerezza, in cosa muti all’improvviso?
Quando o raggiunto il vertice più ardito e freddo
il mio cuore si chiude come un fiore notturno.
“Giochi ogni giorno…”
Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell’acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale