Come Salomè danzi
turbando i miei sensi,
di veli inutilmente celi i tuoi tesori.
Monili splendenti sono i seni
e come ebano la tua pelle
di dura e compatta natura.
Sono radici di donna
e fulmini di notte i tuoi capelli,
come raggi elettrizzano l’aria
e tutto si svela alla pallida luce
della bianca mela che dal ciel sospesa
tendi la mano a mangiar questa notte
del frutto proibito.
Come onda su di me
mi circondi l’essere
e dentro i tuoi gorghi
la mia essenza naufraga
fino a giungere nella profondità del tuo ventre.
mi immergo e riemergo
tra le onde di questo dolce oceano,
tra il calore di questa passione
e infine esamine giungo alla tua riva
lieto del lungo peregrinar
tra la tua mossa intimità.
B. Quattrone