Oggi pubblico due testi di un’autrice
che mi piace moltissimo!
Lei è Miu Jacqueline una scrittrice,in rete ho trovato tantissimi suoi aforismi, citazioni e poemi.
*(Canzone d’amore)
Noi eravamo morti ma ci amavamo ancora,
tredici cortine di fumo reclamarono il cielo,
quando bruciarono la lista terrena dei nostri peccati,
nascosta sotto il cuore che aveva smesso di battere.
…
Eravamo leggende persino per le radici degli olmi,
nomi sopra tristi croci dove non calzava nemmeno la polvere,
che ammaestrati corvi lucidavano con l’occhio,
succhiando la troppa luce o la troppa ombra.
…
Ci eravamo detti tutto ma senza disturbare il silenzio,
racconti lunghi ere che nessuno saprebbe mai ascoltare
e ci tenevamo stretti a quella fantasia del credo,
perché da troppo tempo lontani per non restare eterni.
…
Le nostre ossa conobbero del fondo la vera prigione,
il pianto senza lacrime l’uno per l’altro c’era rimasto
e qualche debole carezza implorata ai venti,
ostacolati solo dai neri cumuli di terra.
…
Noi eravamo morti ma ci amavamo ancora
e nelle preghiere della notte chiamavamo i lupi
che ci facevano calesse di voci fino a Marte,
dove ci sposavano gli angeli prima di cadere nuovamente
… nel buio.
…
Sul letto di putridume solo inerti carcasse,
anelavano giochi gli scheletri nascosti da seta,
amplessi di vermi col legno asfissiato da insetti,
ci aprivano spiragli verso un nuovo mondo.
..
Noi eravamo morti ma poco importa da quanto,
tu avevi le orbite vuote ed io un corpo di ossa,
e ci sembrava di essere perfetti,
finalmente raggiunta la pace.
J. Miu
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*Amore folle
Ho fatto i miei bagagli senza aprire gli occhi,
ho rovesciato sotto lo zerbino una lacrima nascosta ed
il tuo sortilegio ha vinto sui nostri proibiti giochi,
come il silenzio ha intossicato l’aria con la sua crosta.
Eccomi qui nudo in mezzo all’inverno,
in mezzo alla strada della vita,
col volto rigato dai voli del pensiero,
verso la tua timida finestra.
T’ho scritto poche righe in rosso,
come se avessi voluto versarti il mio sangue,
oggi ti sogno ma scappo lo stesso
con questa catena di carne che per te langue.
Guardami un’ultima volta, ti prego;
dallo spioncino della porta vigliacco e
non piangere per me che sono un’altro,
ma donami del tuo amor un caldo abbraccio.
Canterò la nostra canzone al mondo,
quando avrò guarito i fremiti ancora tosti e
di questo amore folle ti chiederò perdono,
se mai s’incontreranno di nuovo i nostri opposti.
J Miu@