Con le membra lacerate dai suoni
dai fulmini delle arcate segrete del sogno,
con le membra che chiedono pietà
io mi alzo a scrivere incerta,
so che le mie carte cadranno nel sonno
di molti critici disattenti,
so che non farò mai clangore né rime
ma devo ugualmente scrivere
… per quella corda segreta
che mi porto avvinghiata al collo
come un cappio deciso a frantumarmi.
Alda Merini
Tratta da “Fogli bianchi”