A LAS CINCO DE LA TARDE…

di | 16 de Aprile de 2013

A las cinco de la tarde
tutto tace nella calle assolata
Due gatti stanchi si danno tregua
e si guardano quasi indifferenti
Leccandosi ognuno le proprie ferite
pensano al prossimo combattimento
Stanotte torneranno ad affrontarsi
feroci come belve
per pochi secondi d’amore
Passa un ubriaco che ingaggia
una rissa con la propria ombra
Poi il canto dolce dei canarini
sul davanzale della finestra di fronte
riporta l’armonia nell’aria
E “i giorni passano
come cavalli selvaggi sopra le colline”
scriveva Bukowski
Il vento profuma di rose
avvolgendomi con la sua calda carezza
Vivo come sospesa in questa luce
colorata d’ambra ed è tregua
anche per una bevitrice di assenzio
adesso che la fottuta tigre
ha smesso di sbranarmi l’anima

Odio questa maledetta guerra tra noi

Nota dell’Autrice:Non sono ancora pronta per continuare questa poesia.Anche se è una mia scelta
non esiste un’astinenza sessuale indolore.
Non sono ancora pronta per spingermi nel fondo di quel pozzo dove tutto è ancora un urlo silenzioso e assordante.
Il mio istinto di sopravvivenza me lo vieta.
Ma un giorno questa araba fenice forse riuscirà a trasformare in versi anche quel dolore.
Quel morso della tigre non è nient’altro che la mia mente, grande dominatrice della mia anima e del mio corpo.
Mi serve uno sciamano forse…

LABERITO SIN LUZ

Quando mi tolgo la corazza
la mia psiche
subisce crisi apocalittiche
i pensieri diventano violenti
per quel desiderio inappagato
e vorrei colpirmi
pugnalarmi il ventre
così da estirparne il desiderio
Ma a che servirebbe
se so che non è da lì che nasce
A che serve se sono schiava
di una tigre
che non paga delle sue prolungate torture
di notte del mio sangue non è mai sazia
e mi divora l’anima