ARCHIVIO 2015 – 55

di | 19 de Gennaio de 2013

Questi fianchi sono fianchi larghi
hanno bisogno di spazio
in cui girarsi.
non ci stanno in piccoli
spazi meschini. questi fianchi
sono fianchi liberi.
non vogliono essere trattenuti.
questi fianchi non saranno mai schiavi,
vanno dove vogliono andare
fanno ciò che vogliono fare.
questi fianchi sono fianchi possenti.
questi fianchi sono fianchi magici.
ho saputo che sono capaci
di fare un incantesimo a un uomo
e farlo girare come una trottola!

Lucille Clifton

*
Così è la vita, un affresco molteplice e variabile, che solo io posso decifrare e che mi appartiene come un segreto. la mente seleziona, esagera,
tradisce, gli avvenimenti si sfumano. alla fine rimane solo il percorso dell’anima, quei rari momenti di rivelazione dello spirito.
non interessa ciò che mi e’ accaduto, ma le cicatrici che mi segnano e mi distinguono.

ISABELLE ALLENDE

*
Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio,dice Aristotele.Manca il terzo caso:bisogna essere l’uno e l’altro,un filosofo.(Nietzsche)

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“Era la vertigine. L’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza.
Ci si rende conto della p…ropria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.”

L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

*
Era una donna semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per …sorridere la trovi comunque.
Era un tipo così.
Ed era carina, questo bisogna dirlo.
Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle.
Più semplice.
Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva.
Come una specie di limpidezza, di trasparenza.
Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte.
Non so se avete presente.
Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.

Alessandro Baricco – Da Barnum 2 (1998)—
*

“Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano i primi giorni dell’estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona intrappolata sotto cieli di cenere e un sole vaporoso che si spandeva sulla rambla de Santa Monica in una ghirlanda di rame liquido.”

Carlos Ruiz Zafòn

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“Gli occhi degli esseri viventi possiedono la più straordinaria delle proprietà: lo sguardo. Nulla è più eccezionale dello sguardo.
Quando parliamo delle orecchie delle creature non diciamo che hanno un ‘ascoltardo’, oppure, delle loro narici, che hanno un ‘sentardo’ o un ‘annusardo’.

Cos’è lo sguardo? E’ qualcosa di inesprimibile. Nessuna parola esprime, neanche lontanamente, la sua strana essenza. Eppure lo sguardo esiste. Poche sono le realtà che hanno un tale livello di esistenza.

Che differenza c’è fra occhi che possiedono uno sguardo e occhi che ne sono sprovvisti? Questa differenza ha un nome: si chiama vita. La vita inizia laddove inizia lo sguardo.

Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque dall’attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l’essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto. Vivere vuol dire rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio di un lavandino.”

Amelie Nothomb

*
Le era entrato nel cuore.
Passando dalla strada
degli occhi e delle orecchie
le era entrato nel cuore.
E lì cosa faceva?
Stava.
Abitava il suo cuore
come una casa.
*

Quante strade ci sono nel mondo?
Più di un milione, più di un miliardo!
C’è una strada per ogni bambino
scaldata dal sole del primo mattino:
è un giro di giostra
è un lungo cammino
è un volo lontano
incontro al destino

F. Vincitorio

Vivian Lamarque

*
EDITH PIAF.
L’ÉTRANGER, 1936.

Il avait un air très doux,
Des yeux rêveurs un peu fous
Aux lueurs étranges.
Comme bien des gars du Nord,
Da